Cinema

Ricetta per il David di Donatello 2025

todayAprile 29, 2025 105 78 3

Sfondo
share close

Oggi vi forniamo una lista degli ingredienti dei David di Donatello 2025, che si terranno il 7 maggio. Tra sapori nuovi e minestre riscaldate, cerchiamo di capire insieme cosa aspettarci. 

Qualcosa bolle in pentola, per gli amati cinefili italiani.

Le dita già fremono sulle tastiere, le menti si affollano di pronostici e speranze: i David di Donatello 2025 stanno per arrivare.  Il 7 maggio Rai Uno trasmetterà la celebre premiazione, che vedrà i celebri protagonisti delle produzioni cinematografiche italiane contendersi la tanto amata statuetta.

Gli arnesi sono stati sfoderati, i riflettori accesi, e l’aspettativa cresce. Ma, nel frattempo, ci domandiamo: quali sono gli ingredienti già sul tavolo? Proviamo ad intuire che tipo di piatto ci verrà servito quest’anno. Sarà una portata  soddisfacente, o un’audace pietanza dagli ingredienti inattesi che sovvertirà tutte le nostre aspettative?

  • Spolverata di rosa (perché il mondo sta cambiando e menomale): Paola Cortellesi, l’anno scorso, ha fatto molto più che dirigere un film: con il suo, acclamatissimo C’è ancora domani sembra aver spalancato le porte ad una nuova frontiera del cinema italiano. Nel 2025, purtroppo, fa ancora notizia che tra i candidati al David di Donatello si trovino ben tre registe donne. Maura Delpero con Vermiglio, Francesca Comencini con Il tempo che ci vuole, e Valeria Golino con L’arte della gioia portano in gara storie visionarie, personali ed emozionanti. A loro, si aggiunge l’esordiente  regista Margherita Vicario-già nota attrice e cantante- che con Gloria! si porta a casa una bella manciata di nomination e si dimostra un’artista a tutto tondo, capace di emozionare con la macchina da presa come con la sua musica.

 Non solo le donne spiccano come registe, ma sono anche al centro del racconto. Vermiglio esplora, con un tocco delicato, le metamorfosi di tre sorelle all’indomani della Seconda Guerra Mondiale; L’arte della gioia, tratta dal romanzo di Goliarda Sapienza, è un’opera feroce e sensuale che celebra la meravigliosa arte della disobbedienza; Gloria è una fiaba  gioiosamente leggera e fresca che condensa classico e moderno senza risultare forzata, in cui le giovani protagoniste, attraverso una battaglia combattuta a suon di violino e sonate al pianoforte, scoprono il valore dell’autodeterminazione e della sorellanza.

Spicca poi, Parthenope di Paolo Sorrentino, opera che guadagna ben quindici nomination e in cui la donna non è solo protagonista, ma si tramuta in una metafora straniante della giovinezza come dono effimero-e, forse per questo, fondamentale-della vita, destinata ad essere logorata dal tempo.

  • 250 grammi di polemica: come ogni pietanza che si rispetti, non può mancare l’effetto sorpresa. E si sa: l’arte senza polemica perderebbe il suo nutrimento. L’esclusione quasi totale di Diamanti di Ferzan Ozpetek ha lasciato molti con l’amaro in bocca. Un ulteriore racconto corale al femminile che, però, nonostante avesse diviso la critica, era stato molto apprezzato dal pubblico. E invece, la pellicola conquista solo tre candidature, mentre le nomination che sembravano quasi scontate, come quelle per i costumi o il trucco, non sono state prese in considerazione. Una dimenticanza o una macchinazione volutamente forzata? La vittoria del David dello Spettatore (premio riservato al film con più spettatori) ha un retrogusto aspro:  sembra un bel premio di consolazione, ma difficile da digerire.

  • ATTENZIONE: si sa, quando si vuole ottenere la ricetta perfetta, il rischio di strafare è sempre dietro l’angolo. Così ci fa un po’ storcere il naso la candidatura di Silvio Orlando come Miglior Attore Protagonista per Parthenope. Orlando si conferma, come sempre, un attore straordinario, ma il ruolo che interpreta nella pellicola-il dolce e burbero professore, mentore di Parthenope- non è assolutamente principale. Che sia stata una forzatura per riuscire a regolare al film di Sorrentino un’ulteriore nomination? Sorrentino è uno dei grandi registi del panorama cinematografico attuale, ma bisogna spalancare bene gli occhi e affinare il giudizio. Tra mostro sacro e mostro da temere, si sa, il passo può essere molto breve.

 

  • 1 pizzico di Favino: ormai, è un ingrediente immancabile sulla tavola imbandita del panorama cinematografico italiano. Bravo è bravo: la nomination per Napoli-New York come Miglior Attore non Protagonista era quasi scontata. Così scontata che quasi ce ne siamo dimenticati. Favino non sfigura mai, è una presenza che non delude. E’ come quella torta che non manca mai sulla tavola, sempre apprezzata, ma…non rischia di diventare un po’ prevedibile, col tempo?

 

  • Lasciare da parte Carlo Conti: il preferito di Mamma Rai, quest’anno, resta a casa. Dopo aver condotto le precedenti edizioni dal 2018, l’anno scorso la conduzione di Conti era stata criticata per la sua artificiosità e goffaggine. Un preludio del disastro sanremese? Forse. Al suo posto, quest’anno sono subentrati Elena Sofia Ricci e Mika: una miscela inaspettata che, però, potrebbe rivelarsi una bella sorpresa.

Consiglio per rendere il piatto ancora più saporito: l’anno scorso, aveva deluso la decisione di assegnare i premi “tecnici” (miglior fotografia, make up, sonoro, effetti speciali…) su un palco a parte, quasi vuoti, anziché nel Teatro di Cinecittà dove si era svolta la cerimonia. Speriamo che quest’anno si decida di rendere un giusto omaggio a tutti gli operatori che svolgono il lavoro dietro le quinte e che sono fondamentali per la completa realizzazione di un’opera filmica.

Che dire? Non ci resta che aspettare la serata del 7 maggio, per scoprire che sapore avranno i David di Donatello del 2025. Noi di UnderMag sicuramente li seguiremo con molto interesse e vi faremo sapere il nostro parere…sperando di non trovarci di fronte ad un piatto troppo difficile da digerire.

Autore

Scritto da: Arianna Gnasso

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *