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UnderMag intervista Rocco Anelli, giovane regista del film ‘’Vivremo nelle pareti’’ arrivato in finale nella sezione cortometraggi al festival ‘’Tulipani di seta nera 2025’’.
Come nascono le storie che hai deciso di raccontare nel film?
Nel 2024 la produzione per cui lavoro mi incaricò di scrivere un cortometraggio da candidare al bando ‘’Per chi crea’’ indetto dalla SIAE. Avevo circa un mese, quindi mi consigliarono di recuperare qualche vecchia idea che non ero mai riuscito a realizzare. Da tanto tempo volevo fare una storia in costume ed ero indeciso se ambientarla nel 1700 o nel 1800. L’idea iniziale si basava sulla relazione tra due streghe e sull’accostamento tra amore e magia, entrambi da tenere segreti. Iniziai a domandarmi se fossi in grado di raccontare una storia interamente dalla prospettiva femminile, bisogna sempre porsi questa domanda quando si decide di raccontare delle esperienze che non si vivono in prima persona. Alla fine decisi di raccontare due storie d’amore parallele, una tra due donne ambientata nel 1700,

che è rimasta il cuore pulsante del racconto, e l’altra tra due uomini nel 1800. Ho messo da parte la figura delle streghe, tuttavia non volevo rinunciare al legame tra amore taciuto ed elemento soprannaturale, perciò ho inserito l’idea dei fantasmi delle due donne che continuano ad aggirarsi nella villa. Inoltre facendo anch’io parte della comunità LGBTQ+ mi sono convinto definitivamente della scelta di raccontare questa storia. Dopo aver superato i miei dubbi iniziali le idee hanno iniziato ad uscire in maniera vulcanica e la fase di scrittura si è conclusa rapidamente.
Quali sono state le sfide maggiori durante la creazione del film e come le hai affrontate?

Realizzare il film è stata una vera corsa contro il tempo. La sfida più grande è stata trovare la location giusta e organizzare le riprese. Io e il team di produzione avevamo fin da subito in mente di ambientarlo nella Villa Fenicia, a Ruvo di Puglia. Tuttavia la villa è anche un B&B e ristorante, perciò ci siamo dovuti confrontare con le ridotte disponibilità, soprattutto in vista della stagione estiva. I primi giorni utili per girare erano a settembre, un mese prima della scadenza per consegnare il film. Velocizzare il lavoro di post produzione per me è stata una grossa sfida dato che, come regista, in questa fase preferisco prendermi più tempo per sviluppare l’opera. Nel frattempo ci siamo mossi per cercare altre location ma non trovammo niente che ci soddisfacesse, anche perché scrissi la sceneggiatura su misura per quel luogo.
Nel corto notiamo uno stile registico molto curato e un’attenzione particolare ai dettagli. A quali registi ti sei ispirato?

Il film d’ispirazione per le scene ambientate nel 1700 è stato ‘’Ritratto della giovane in fiamme’’. In generale non mi sono ispirato a dei registi ma ai dipinti dell’epoca, anche per quanto riguarda il formato delle riprese. Io e il direttore della fotografia abbiamo scelto i 4:3 per la storia ambientata nell’ottocento perché in quell’epoca si usavano tele più strette da destinarsi a esibizioni o mostre. Per il settecento invece abbiamo usato il 2.35, più largo, come tributo al vedutismo. La ritrattista Rosalba Carriera e le nature morte di Chardin sono state le maggiori fonti di ispirazione per le scene ambientate in questa epoca. Abbiamo omaggiato anche il pittore ottocentesco Paul Cézanne, richiamando il suo stile artistico con la scena girata dietro al vetro di una finestra.
Arrivare in finale a un festival già di per sé un grande riconoscimento: come hai vissuto questa esperienza e cosa ti ha lasciato?
Per me e il cast è stata un’emozione incredibile vedere ‘’Vivremo nelle pareti’’ nella sala di un cinema come il The Space. L’impianto surround e il grande schermo hanno dato modo di apprezzare al massimo il lavoro del team di post produzione – Luca Mattioli montatore, Dalila Lorusso e Alex Grasso per la parte del suono, Nicola Scardicchio compositore, Marco Ranieri DOP – e in generale, di tutti coloro che hanno partecipato alla realizzazione del film.
Quali sono i tuoi progetti e obiettivi futuri?
Sono appena stato allo Short Film Corner del Festival di Cannes, dove è stato selezionato un cortometraggio intitolato ‘’Sette Settimane“, la regia è di Enrico Acciani e condivide con ‘’Vivremo nelle pareti’’ l’attrice protagonista, Nina Nicastri. Il film è stato prodotto da Intermezzo, la mia casa di produzione che spero di vedere crescere. Invece il 12 giugno alla libreria Altroquando farò la presentazione di un saggio che ho scritto: ‘’La costruzione triadica dell’immagine’’, edito da Florestano Edizioni. Il tour procede il 18 al Barletta Piano Festival. Nei prossimi mesi ci sarà anche il lancio di “Animalia“, il mio prossimo mediometraggio prodotto interamente da Intermezzo.

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
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