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“LEGGEN-non ti muovere-DARIO!” Se la citazione non vi suona completamente sconosciuta, probabilmente avete visto almeno una puntata di How I Met Your Mother, celebre sitcom andata in onda dal 2005 al 2014. Attraverso una struttura temporale non lineare, How I Met Your Mother si è costituita come una serie ibrida e fortemente innovativa dell’universo delle sitcom: oltre a fornire momenti esilaranti e grandi risate, lo show ha affrontato tematiche importanti quali la paura del futuro, la ricerca di sé stessi, l’analisi delle relazioni sentimentali nelle sue molteplici sfumature, il valore dell’amicizia, la sofferenza e il lutto. Tra una birra consumata al tavolo del MacLaren’s Pub e qualche avventura sopra le righe, lo spettatore segue le vicende dell’affiatato gruppo composto da Robin, Marshall, Lily, Barney e soprattutto Ted, il protagonista alla ricerca della donna perfetta con cui condividere la sua vita. Nonostante un finale abbastanza deludente, ancora oggi al centro di numerosi dibattiti, lo show sembrava destinato a rientrare nell’Olimpo delle serie TV, eppure la sua fama si sta piano piano affievolendo.
Come mai?
Rivedere How I Met Your Mother nel 2024 si rivela estremamente faticoso. Sempre più utenti online etichettano la serie come “offensiva e profondamente misogina”. Purtroppo, le critiche non si rivelano totalmente infondate: la grande quantità di battute sessiste che scandiscono i momenti più esilaranti degli episodi rendono difficile il rewatch delle avventure degli amici del MacLaren’s Pub, senza che lo spettatore provi un forte disagio.
Uno dei punti più problematici della serie riguarda la scrittura dei personaggi femminili, che in numerosi momenti si rivela estremamente superficiale. Le numerose “vittime” del donnaiolo Barney Stinson risultano costruite con lo stampino, quasi interscambiabili l’una dall’altra: ragazze bellissime e superficiali, spesso vengono compatite e giudicate quando, talvolta ubriache, si lasciano abbindolare dagli inganni dell’uomo. Quando le donne si allontano dagli stereotipi di genere, il giudizio che si evince dalla serie è estremamente contraddittorio. La determinata Robin Scherbatsky ne è l’esempio calzante. Da un lato, infatti, i tratti e gli interessi mascolini di Robin sono sempre accompagnati da risate in sottofondo e commenti sagaci, e al tempo stesso sono oggetti d’ammirazione. Robin è descritta come una donna determinata, ma la sua forza è riconosciuta tale solo perché si allontana dai tratti caratteriali accostati all’universo femminile. Robin, che resterà il grande amore idealizzato di Ted per tutto l’arco della serie, è considerata cool perché diversa dalle altre donne, raffigurate come più impostate, più femminili, attente all’immagine e bisognose d’attenzioni da parte degli uomini.
Le donne della serie, inoltre, sono spesso giudicate severamente per le loro scelte sessuali. Nel nono episodio della quarta stagione “L’uomo nudo” Robin viene denigrata dai suoi amici per aver avuto un rapporto occasionale con un uomo per cui non provava alcun interesse sentimentale. Nel corso dell’episodio, la donna cercherà di giustificarsi con i propri amici e con sé stessa. Inconsciamente, la serie fa mostra dei diversi standard che intercorrono tra uomini e donne: nei primi, le relazioni occasionali sono considerate accettabili e addirittura ammirevoli, per le seconde, invece, diventano motivo di vergogna e di superficialità.
E che dire, invece, di Barney Stinson? Molti estimatori della serie potrebbero alzare gli occhi al cielo. Barney Stinson, anche grazie alla performance entusiasmante di Neil Patrick Harris, è il vero catalizzatore comico dello show. Il personaggio del womanizer è assai frequentemente adoperato nei prodotti televisivi, ma in Barney Stinson tale aspetto si configura come il nodo focale attorno a cui ruota l’intero arco narrativo e l’assetto comico del personaggio. L’uomo non si limita a sedurre un gran numero di donne, ma le inganna e le manipola attraverso identità fasulle, grandi menzogne e addirittura un manuale di tecniche per adescare più ragazze possibili: il famigerato Playbook. Talvolta i suoi compagni di bevute lo definiscono un “sociopatico” o “un diavolo”, ma spesso ridono delle sue avventure, dei suoi commenti misogini e delle sue assurde teorie che, spesso, si rivelano addirittura azzeccate. Nonostante la serie si soffermi con grande cura sul passato tormentato del personaggio e sul suo bisogno di attenzioni, nel corso degli episodi Barney Stinson incarna lo stereotipo del dongiovanni, ossessionato dal sedurre ogni soggetto di sesso femminile che incroci il suo cammino. La mascolinità di Barney si manifesta nella sua quasi totale assenza d’empatia verso le sue conquiste e nella volontà narcisistica di essere percepito come un vincente nella sfera sessuale e nel lavoro. Negli spettatori, come avviene tra i suoi compagni di bevute, il confine tra ridere di lui e delle sue assurde tecniche seduttive e il ridere insieme a lui appare estremamente labile.
Le critiche non risparmiano neppure il dolce e romantico Ted Mosby, protagonista e narratore dello show. Tutti noi, nella vita, ci siamo sentiti un po’ Ted Mosby: sofferenti per la fine di un amore o per una crush non ricambiata, desiderosi di trovare la persona giusta con cui trascorrere la nostra vita. Malgrado tutti questi aspetti suscitino un’immediata empatia verso il personaggio, in più momenti della serie Ted si rivela emotivamente immaturo, incapace di accettare un no come risposta, eccessivamente ossessionato dalle donne che frequenta. Ted è innamorato dell’idea dell’amore, e spesso proietta sulle sue frequentazioni standard irrealistici ed esagerati, distaccandosi da quest’ultime quando non rispecchiano le sue aspettative. E’ incapace di cedere ai compromessi e, con il progredire degli episodi, risulta difficile continuare a sostenere un personaggio che sembra considerare qualsiasi suo comportamento sbagliato come accettabile, perché giustificato dalla ricerca dell’amore eterno. Ted tradisce, mente, cambia personalità in base alle sue relazioni…ma, in fondo, gli si perdona tutto perché “è un bravo ragazzo”.
Dovremmo smettere di guardare How I Met Your Mother? Assolutamente no. Non possiamo dimenticare i grandissimi meriti dello show e le grandi emozioni che ci ha donato nel corso di nove stagioni, tuttavia risulta difficile accettarli e goderci la visione quando ci sono numerosi elementi che intaccano la nostra sensibilità attuale. Il rapporto con la serie è simile ad un primo amore: si ricordano i bei momenti, si sorride e, al tempo stesso, non possiamo evitare di notare chiaramente i difetti e le incompatibilità con gli spettatori che siamo diventati oggi.
How I Met Your Mother è stato questo: un bellissimo viaggio ma che, forse, oggi, non saremmo capaci di rivivere e gustarci come in passato. E, forse, va bene così.
Scritto da: Arianna Gnasso
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