Letteratura

Consigli di lettura a cura di Isabella e Fabrizio

todayGennaio 15, 2025 54

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Amici di UnderPark Radio bentrovati, oggi siamo in onda con i consigli di lettura, io sono Isabella Esposito e cercherò di avvicinarvi a due grandi romanzi:

Il nome della rosa è un’opera scritta da Umberto Eco, che proprio con questo libro vince il Premio Strega nel 1981. Nella finzione letteraria, Eco ritrova il manoscritto di un tale abate Vallet, in cui è narrata la storia di un giovane monaco benedettino, Adso da Melk. La trama, che ruota attorno a una serie di misteriosi omicidi in un’abbazia medievale, è solo il pretesto per un’indagine che si trasforma in una riflessione sull’oscurità del pensiero medievale e sulle battaglie ideologiche che segnano l’epoca. La figura di Guglielmo da Baskerville, frate francescano e “detective” (con un chiaro riferimento a Sherlock Holmes), diventa il simbolo della ricerca della verità e della razionalità che si scontra con il male. Al suo fianco, Adso da Melk, il novizio benedettino, racconta non solo le vicende di quei giorni ma anche la propria crescita personale.

Il nome della rosa è un’opera che invita a confrontarsi con il passato, evidenziando le contraddizioni di un’epoca e ponendo domande ancora oggi rilevanti sulla libertà di pensiero, sulla conoscenza e sul rapporto tra fede e ragione. Il libro stesso è un codice unico da decifrare pagina dopo pagina, e il celebre labirinto della biblioteca diventa simbolo di un mondo che si fa sempre più chiuso, oscuro, incomprensibile. Eco non scrive per intrattenere superficialmente, la sua ricerca letteraria e intellettuale è evidente in ogni dettaglio, dai riferimenti alla filosofia medievale al vasto studio del latino, del greco e delle opere antiche, dalle descrizioni accurate dell’architettura fino alle scienze botaniche. Inoltre ogni vicenda storica è raccontata scrupolosamente, i personaggi si muovono sulla scena con un realismo impressionante. Per questo motivo potremmo definire il romanzo come un “fatto cosmologico”.

Sicuramente è un libro che sfida il lettore a entrare nel cuore della cultura antica, e a riscoprirne il valore e la bellezza. Questa densità di contenuti è ciò che rende Il nome della rosa un capolavoro. Eco dimostra che solo attraverso uno studio approfondito della materia un’opera può diventare immortale.  Un altro elemento che rende il romanzo eccezionale è proprio il titolo, tratto da un verso del De contempu mundi di Bernardo Morliacense : stat rosa pristine nomine, nomina nuda tenemos.  Il nome della rosa diventa così un invito a non accontentarsi delle apparenze, ma a cercare costantemente il significato più profondo di ciò che ci circonda.

Il dottor Zivago di Boris Pasternak invece si aggiudica il Premio Nobel nel 1958, ma l’autore non può ritirarlo per l’opposizione del regime di Chruscev. L’opera, pubblicata per la prima volta nel 1957 in Italia da Feltrinelli, è ambientata nel contesto della Rivoluzione Russa e delle sue devastanti conseguenze. Medico e poeta, Zivago è l’emblema di una generazione che cerca di trovare un senso e una via di salvezza in un mondo che implode sotto il peso del conflitto. Zivago non è mai un eroe tradizionale, ma un uomo che cerca di conciliare la propria interiorità con una realtà violenta e disgregante. Il cuore de Il dottor Zivago è il legame profondo tra Yuri e Lara, una storia d’amore che si sviluppa durante la guerra.

Pasternak esplora le contraddizioni di una società che soffoca il singolo, riducendo l’uomo a ingranaggio di una macchina ideologica. Così Zivago, pur essendo parte di un mondo in frantumi, rimane un simbolo di libertà interiore.

La scrittura di Pasternak, poetica e potente, avvolge il lettore.  Il dottor Zivago infatti è anche un grande romanzo sulla poesia, uno strumento necessario per comprendere la realtà. I versi di Zivago sono un atto di resistenza, un tentativo di non arrendersi alla brutalità del tempo, di cercare un significato anche quando sembra che il mondo stia crollando.
Pasternak scrive un romanzo immortale, un’opera di una profondità rara che non parla solo della Russia, ma della condizione umana in ogni tempo e luogo.

 

E ora passo la parola al mio collega Fabrizio, che propone una riflessione su Alessandro Broggi:

Con questo consiglio di lettura, voglio solo dire che Alessandro Broggi va letto. Una banalità, certo, ma la mia formazione scientifica mi impone che l’ovvio vada dimostrato, e quindi, in latu sensu, che il banale vada dichiarato. Alessandro Broggi, che tristemente ci ha lasciato il 31 dicembre scorso, è stato un autore progettuale, concettuale, intelligente, raffinato, filosofico, tenero e tremendo. I suoi ultimi tre libri, rispettivamente “Noi”, “Sì” e “Idillio”, rappresentano una trilogia costruens, come dichiarato dall’Autore, che si interroga sulle possibilità del senso. Ci si interroga spesso su quali autori del presente “resteranno”, verranno letti nel futuro. Alessandro Broggi, ci scommetto, è (sarà) uno di questi. Perché – è un banalità – Broggi è un autore che va letto.

Autore

  • Isabella Esposito

    Ha pubblicato "Imparare a vivere" per Homo Scrivens nel 2023, e "La voce di Euridice" per Progetto Cultura Edizioni nel 2024, recentemente proposto al Premio Strega Poesia 2025. Nel 2019 si classifica seconda al Premio Nazionale Giacomo Leopardi, in occasione del bicentenario dalla stesura dell'Infinito. È membro del Centro Culturale Leopardi di Recanati. I suoi testi sono apparsi in Italia e all'estero su giornali, blog e riviste come La Repubblica di Napoli, Bresciaoggi, Almapoesia, Anteprima Poetica, Morel, Neobar, Radura Poetica, Autores (Spagna) Periodico Giron (Cuba), nelle antologie della Vagabond Press e The Los Angeles Press (USA). Ha collaborato con il Mexican Cultural Institute di Los Angeles e partecipato a programmi radio su Radio Roma Capitale, Radio Cantù, Radio Grad, KPFK Pacifica Radio etc..., e festival nazionali e internazionali, come Culver City Book Festival, Elba Poetry Festival, Ariel Lerici Pea Giovani, Argini, Poetry Village, La poesia è giovane e tosta. Ha partecipato in giuria ai concorsi Versi d'Aprile e L'Alloro di Dante. Conduce una rassegna di presentazioni di libri presso la libreria Mangiaparole di Roma.

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Scritto da: Isabella Esposito

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