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Un sabato con Danilo Blaiotta

todayAprile 26, 2025 98 5

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Oggi ci immergiamo nel mondo del jazz contemporaneo, con un’intervista a Danilo Blaiotta, pianista, compositore e divulgatore molto attivo sulla scena musicale italiana e internazionale. Danilo ha indubbiamente una forte personalità, caratterizzata da un’immensa passione e da un entusiasmo travolgente. Il suo sguardo sembra oltrepassare l’apparire delle cose, con infinita saggezza e sensibilità. Non manca spesso nel suo eloquio una buona dose di ironia, tipica dell’umiltà dei veri artisti. Cita le poesie di Alda Merini, i Canti Orfici di Dino Campana, recita il canto primo del Paradiso di Dante, completamente a memoria. Un artista così poetico non poteva essere escluso dalle nostre interviste di UnderMag. Pertanto ci addentriamo nel suo mondo variopinto, accogliendo tutta la musica che arde nella sua anima come un fuoco inesauribile. 

L’ultimo progetto discografico di Danilo Blaiotta è assolutamente unico nel suo genere. Fragments de la Cacopédie (Filibusta Records 2025), recentemente presentato come concerto live alla Casa del jazz e presso La stanza della Musica di Rai Radio 3, si ispira fortemente a Umberto Eco ed Erik Satie, compositore delle Gymnopédies, di cui nel 2025 ricorre il centenario della morte.

<< Fragments de la Cacopédie riprende il Secondo diario minimo di Umberto Eco >> spiega Danilo << Il libro è stato pubblicato nel 1992 da Bompiani, e all’interno c’è un capitolo intitolato proprio “Frammenti dalla Cacopedia”. In questo capitolo sono presenti dei componimenti cacopedici, ovvero degli ossimori, dei contrasti. Ciò può essere anche accostato alla Patafisica, e in realtà i primi motori del mondo dell’assurdo, del Surrealismo e ciò che vi è correlato si riscontrano già nel Cinquecento e nel Rinascimento. Umberto Eco, Angelo Fabbri e gli intellettuali della scena bolognese avevano in mente di creare un “mondo parallelo”, ma il movimento cacopedico fallì perché si resero conto che la realtà superava la fantasia. In effetti il mondo è fatto di antitesi, la società odierna è più ossimorica che mai, ci sono contraddizioni incredibili. Di conseguenza Achille Succi ed io abbiamo tentato di riportare in auge queste tematiche, proprio perché crediamo che siano legate alla realtà, e le mettiamo in scena musicalmente.>>

Mutisme loquace

Il duo Blaiotta – Succi già da anni si è consolidato e affermato sulla scena jazzistica, così come ci racconta Danilo:

<< Nel 2016 ci incontrammo in uno studio di registrazione, confrontandoci su alcune idee e brani originali che suonavamo solitamente dal vivo. Da quella registrazione nacque poi un disco, Crabs (Wow Records 2019). Fragments de la Cacopédie invece nasce come concept album. Con Achille ho registrato in totale cinque dischi, tra cui quelli citati sopra in duo. La collaborazione ebbe inizio con la formazione Balkanica, da me capitanata dal 2011 al 2015, un quintetto in cui suonavamo la musica dei Balcani, partendo delle mie origini Arbëreshë, per raccontare la storia e le tradizioni di quei popoli dopo la guerra, anche come messaggio di pace. Achille era stato reclutato dal mio discografico di allora, per fare parte di questo progetto come ospite speciale. Io avevo ventiquattro anni ed ero alle prese con il primo album. Poi insieme ad Achille ho registrato anche The White Nights Suite (Filibusta Records 2021) e Planetariat (Filibusta Records 2023)>>

Danilo Blaiotta Trio The White Nights Suite 

Nel libro Le notti bianche di Dostoevskij, il protagonista è la figura del Sognatore, un’anima solitaria, fragile e sensibile. Il suo profilo emerge tra le ombre della città, dove la fantasia diventa rifugio. Nasten’ka è tenera, viva, ancorata alla speranza: lei gli offre la realtà, lui le dona il sogno. Ma la figura femminile è destinata ad essere riavvolta dalla tenebra, mentre lui, da solo, attraversa un processo di trasformazione. La conclusione finale è malinconica, vestita di una luce oscura, notturna, pietroburghese: anche un solo istante di felicità può colmare un’intera vita. Fourth Night, The Idyll è il brano dell’album in cui la musica esprime ed esalta queste emozioni, in un crescendo potentissimo che si affievolisce lentamente, riecheggiando dei rumori della città al risveglio, stretta nell’abbraccio consolatore dell’alba.

<< Effettivamente, la letteratura ha influenzato moltissimo la mia ricerca artistica e i miei lavori discografici, come The White Nights Suite, in trio con Jacopo Ferrazza e Valerio Vantaggio, ispirato al libro Le notti bianche di Dostoevskij, e poi Planetariat, ispirato dalle poesie di Jack Hirschman. Inoltre ho scritto dei libri di saggistica sulla storia del jazz, editi dalla casa editrice GaEle :la divulgazione è un’altra grande passione. Entrai in contatto con il jazz da bambino, mio padre amava i dischi di Keith Jarrett. All’inizio non capivo come una batteria fosse accostata ad un pianoforte, all’epoca suonavo Mozart, Beethoven, Debussy. Poi un giorno mi recai ad un concerto dal vivo in trio, piano, contrabbasso e batteria, ai Giardini Estensi a Varese. Era l’estate tra la seconda e la terza media, ne fui folgorato tanto da rimanere sotto al palco e non volere andare via, nonostante mio padre continuasse a chiamarmi. Da lì cominciai ad ascoltare alcuni importanti musicisti legati all’afroamerica, tra cui Jarrett stesso, ma anche i workshop di Mingus, Coltrane (“Blue Train” e “A Love Supreme” su tutti). Amavo anche il jazz tradizionale, soprattutto cantanti come Bessie Smith o il grande Armstrong, Ella Fitzgerald… Ascoltavo tutte le audiocassette possibili e immaginabili, risparmiavo per acquistare dischi jazz, che all’epoca costavano poco, giravo nei mercatini cercandone delle copie. Ciò avvenne mentre studiavo ancora come pianista classico, dal 2010 al 2012 lavorai in entrambi i contesti musicali poi decisi di fare una scelta radicale e immergermi nella musica di stampo improvvisativo, anche se ogni tanto suono ancora musica completamente scritta, ad esempio la celebre Rhapsody in Blue per pianoforte e orchestra.>>

Rhapsody in Blue

Danilo Blaiotta è un artista eclettico che si distingue per l’attenzione alle tematiche contro la guerra, in favore dei diritti umani, ma anche per la ricerca della Bellezza, per la sua genialità viva e spontanea:

<<Oggi gli ascolti sono molto brevi, si skippa dopo dieci secondi una storia di Instagram, per questo motivo è importante divulgare la musica, proprio perché l’attenzione all’ascolto è diminuita. Tra i miei obiettivi futuri, oltre ai prossimi concerti dal vivo, c’è il desiderio di continuare le mie attività sperando che il messaggio venga recepito. Più che ambire a un palcoscenico importante, mi interessa che quando suono sul palco ci sia una ricezione, una voglia di ascolto e di condivisione delle emozioni. Ho suonato davanti a migliaia di persone e a volte non aveva così tanta rilevanza. È capitato invece di trovarmi in alcuni club con trenta persone che, a livello di energia, mi hanno trasmesso molto di più. Se sei sincero quando comunichi, bastano anche cinque persone che emanano una bella vibrazione nell’aria, anche in un luogo piccolo.>>

 

Autore

  • Isabella Esposito

    Ha pubblicato "Imparare a vivere" per Homo Scrivens nel 2023, e "La voce di Euridice" per Progetto Cultura Edizioni nel 2024, recentemente proposto al Premio Strega Poesia 2025. Nel 2019 si classifica seconda al Premio Nazionale Giacomo Leopardi, in occasione del bicentenario dalla stesura dell'Infinito. È membro del Centro Culturale Leopardi di Recanati. I suoi testi sono apparsi in Italia e all'estero su giornali, blog e riviste come La Repubblica di Napoli, Bresciaoggi, Almapoesia, Anteprima Poetica, Morel, Neobar, Radura Poetica, Autores (Spagna) Periodico Giron (Cuba), nelle antologie della Vagabond Press e The Los Angeles Press (USA). Ha collaborato con il Mexican Cultural Institute di Los Angeles e partecipato a programmi radio su Radio Roma Capitale, Radio Cantù, Radio Grad, KPFK Pacifica Radio etc..., e festival nazionali e internazionali, come Culver City Book Festival, Elba Poetry Festival, Ariel Lerici Pea Giovani, Argini, Poetry Village, La poesia è giovane e tosta. Ha partecipato in giuria ai concorsi Versi d'Aprile e L'Alloro di Dante. Conduce una rassegna di presentazioni di libri presso la libreria Mangiaparole di Roma.

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Scritto da: Isabella Esposito

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