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Sulla censura

todayGennaio 29, 2025 34

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Negli scorsi giorni, sul sito, si è parlato di M, serie uscita di recente, basata sui romanzi omonimi di Antonio Scurati, che raccontano il trascorso politico di Benito Mussolini. Proprio Scurati fa da gancio per l’articolo di oggi, in viso al caso di cronaca che l’ha visto protagonista l’Aprile dell’anno scorso. Ricapitolando in breve quanto accaduto, la Rai (tra l’altro, all’epoca da poco uscente da un cambio dirigenziale ed esecutivo quasi totale) è stata accusata di aver censurato per “ragioni editoriali” un discorso che sarebbe dovuto essere letto da Scurati stesso, in memoria del 25 aprile. Nel discorso, ottenuto da un articolo precedentemente pubblicato sul Venerdì di Repubblica, oltre a ricordare l’omicidio Matteotti e altre stragi operate dal fascismo, l’autore non ha risparmiato considerazioni sul governo Meloni, che tutt’oggi fatica a distaccarsi ideologicamente dalla cultura neofascista di provenienza.

Si è parlato, all’epoca, di censura vera e propria, addirittura aggravata da un tentativo di nascondimento della faccenda dietro al sottilissimo dito di un’eccessiva richiesta di denaro da parte di Scurati – 1800 €, precisamente, contro i 1500 € proposti, che la premier Meloni dichiarava essere esagerata in quanto uguale allo «stipendio mensile di molti dipendenti». Sorvolando sulla questione economica, che pure meriterebbe di essere approfondita in quanto problema lancinante dell’ambiente culturale italiano, sempre più concepito come ambiente hobbistico e non meritevole di retribuzione, la questione della censura è tema sempre più caldo. Mentre, però, il caso Scurati prendeva piede nel mondo concreto della televisione, oggi il tema della censura sembra essersi spostato almeno in parte nel mondo digitale dei social.

Sui social, la censura di contenuti percepiti come pericolosi (per varie ragioni e in varie categorie) si declina in diversi modi. Uno fra i più apparentemente innocui, ma anche fra i più subdoli, è lo shadow banning, in cui il profilo dell’utente colpito e i suoi contenuti non vengono eliminati o banditi, ma vengono resi invisibili, o comunque inaccessibili e non visualizzabili nel feed degli altri utenti. L’utente colpito, in questo caso, non viene notificato dell’accaduto. Ora: si può parlare di censura? Difficile a dirlo. Sicuramente, lo shadow ban è fra i meccanismi più raffinati di moderazioni utilizzati nei social network; meccanismo capace di proteggere gli utenti dalla visione di post a contenuto spiacevole o fastidioso (è stato ipotizzato che Instagram utilizzi lo shadow banning anche per bloccare profili incriminati di spamming), ma comunque in zona liminale: non così tremendi da essere banditi ufficialmente, ma nemmeno serenamente autorizzabili. Un meccanismo a volte di protezione; ma che in altri casi – anche, banalmente, in caso di errore dell’algoritmo – ricade in veri e propri silenziamenti ingiustificati.

Esiste poi la possibilità di bandire completamente un utente, sia questo ban temporaneo o perenne. In questo caso l’utente colpito viene avvisato e vengono anche fornite alcune stringate ragioni che hanno portato all’attuazione del provvedimento.

Interessante quanto proposto da Zuckenberg all’inizio di questo Gennaio, ovvero la chiusura del programma di fact-checking di Meta e società affini. Il programma di censura di Meta, infatti, basato sul lavoro di agenzie indipendenti di fact-checking, garantiva una censura forte specialmente sui post a contenuto sensibile (questioni di genere, immigrazione e via dicendo) non reputati veritieri. Svolta, sembrerebbe, pro-libertà di espressione, seguita dal motto «torniamo alle origini del social». Al posto dei fact-checkers, Meta implementerà le note di comunità, che consentiranno agli utenti di segnalare i post fuorvianti. Questo sistema, però, solleva ulteriori questioni in fatto di libertà di espressione: un sistema come questo, infatti, potrebbe dimostrarsi troppo tollerante e troppo sensibile all’opinione individuale. Non ci resta che attendere e vedere come andranno le cose, quando questo sistema verrà attivato anche in Italia.

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Scritto da: Fabrizio Pelli

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