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Andrea Pazienza è stato un fumettista italiano di grande importanza. La serie di fumetti intitolata ‘’Zanardi’’ lo portò all’apice della sua carriera. Quello che ha reso l’opera un classico è la sua capacità di rimanere attuale.
I fumetti raccontano in maniera realisticamente cruda la realtà giovanile degli anni ‘80, tuttavia molti dei reati compiuti dal protagonista e i suoi amici appaiono quotidianamente sui titoli di apertura di qualsiasi telegiornale. Colpisce il fatto che questi crimini efferati spesso vengano compiuti da ragazzi giovanissimi, proprio come i personaggi del fumetto. Paz con la sua opera rappresenta perfettamente il degrado morale dal quale è stata inghiottita la società e ci mostra la brutalità in tutte le sue forme. Zanardi vive seguendo la legge del più forte, ma a differenza degli animali l’essere umano usa la violenza anche per divertimento, rivelando così la sua natura diabolica. Il disagio dei giovani li spingeva e li spinge tuttora a sfogare il malessere tramite la crudeltà.
Di fronte ad essa cosa fa la società perbenista e ipocrita? Si scandalizza e cerca nuovi modi per reprimerla senza mai interrogarsi sulle cause profonde del problema.
Cosa resta oggi di Paz? Sicuramente l’influenza che ha caratterizzato i temi e lo stile di molti fumettisti venuti dopo di lui, e ovviamente una testimonianza di quei tempi. Attualmente c’è un altro fumettista che ha dimostrato di saper rappresentare fedelmente il disagio giovanile, si tratta di Zerocalcare.
Millennials e Gen Z sono stati conquistati dalla spontaneità con cui racconta le preoccupazioni e le insicurezze di queste generazioni, smuovendo profondamente la loro sensibilità. Dopo essere rimasto a lungo un artista di nicchia, anche lui è riuscito a impattare profondamente la cultura pop, in particolare con le serie targate Netflix ‘’Questo mondo non mi renderà cattivo’’ e ‘’Strappare lungo i bordi’’. Nonostante sia approdato sulla dimensione mainstream, è riuscito a restare fedele a se stesso.
Il fumettista tende a sensibilizzare l’opinione pubblica per attirare l’attenzione su determinate tematiche, al contrario di come fece Paz che preferì suscitare sdegno e scandalizzare. Ad ogni modo entrambi hanno raccontato in maniera impeccabile aspetti diversi del disagio giovanile, per questo motivo è giusto pensare che Zerocalcare rimarrà un artista rilevante nel lungo periodo.

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
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