Musica

My Generation ieri, oggi, domani

todayAprile 24, 2025 28 7 5

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Tra le poltrone polverose della notte fonda, tra il chiacchiericcio ebbro di un dopo concerto, si presenta davanti a me un quesito, portato all’attenzione da una di quelle volatili amicizie della serata: “se My generation degli Who fosse stata scritta oggi, come sarebbe?”

Passo oltre il mio non buon gusto per il gruppo sopracitato, qui poco importa.

Ad ogni modo poco m’importa la domanda, alla quale risposi con un abbraccio, poiché troppo pindarica e retorica.

Scrivere un libro, dipingere un quadro, comporre una musica.

L’atto creativo è un evento istantaneo che, pur riuscendo a scavalcare la storica cronologia, è figlio di un momento, di quel tempo interiore tanto misterioso.

Allontanare l’opera da quell’attimo significherebbe trasformarla, così fortemente, da distruggerla.

My generation di oggi possiamo immaginarla, possiamo incastonarla nei canoni musicali odierni ma staremmo riflettendo sul nulla, senza motivo, poiché il brano ovviamente sarebbe diverso oltre più già esiste e ci piace e non vorremmo mai perderlo o vederlo macchiato da una seconda versione poco sentita, poco vissuta e totalmente lontana dall’originale, quindi priva di significazione.

La musica, nella sua riproducibilità odierna, rende ogni epoca a portata di mano, ogni canzone fuori dal suo tempo, ma non per questo dobbiamo sbagliare quesiti.

“Se My generation degli Who fosse stata scritta oggi, come sarebbe?” Sciocco pensare a questo.

“My generation degli Who ha importanza ascoltarla ancor oggi?” Domanda più interessante.

La settimana scorsa ho partecipato all’anteprima del film Pink Floyd At Pompeii alla Casa del Cinema, pellicola completamente restaurata che sarà riproposta nelle sale dal 24 aprile.

Un live, quello di Pompei, che nel nostro tempo ha ancora validità di rivivere per tanti motivi.

Ad ogni modo un concerto dei Pink Floyd oggi lo trovo superato ed inutile, un’eventuale ripetizione di Pompei ancor peggio.

Tuttavia, vederlo al cinema può essere uno stimolo ed una rivalutazione, finalmente, dell’esperienza live per i musicisti, deficitari di carisma, di originalità e di impatto sui palchi del nostro presente.

Inoltre, si vedono, vis a vis, quei Pink Floyd ancora scevri dagli album di grande successo come The Dark Side of the Moon, Wish You Where Here, The Wall, ancora impolverati dalla loro fame di fama, usciti da soli due anni dal complicato divorzio con Barrett.

Carrellate tra rovine e strumentazione, espressioni, colazioni, sperimentazioni in studio, camminate sui Campi Flegrei, il coraggio di portare esclusivamente dal vivo la propria musica all’interno di un anfiteatro antico romano.

Un capolavoro della qualità tecnica ed artistica, una formidabile manifestazione della loro musica sul palco.

Non andrete pertanto a vedere una riproducibilità tecnica al cinema, perlomeno non fate accadere questo.

Dimenticatevi di immaginare la musica e di interrogarla sull’oggi, sul domani, sullo ieri, piuttosto ascoltatela, abbandonatevi alla semplice ed atavica azione dell’ascoltare.

 

 

Autore

Scritto da: Archita Giuseppe Russo

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