Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
play_arrowJust Music Flusso d'incoscienza

23 febbraio 2025. I cittadini tedeschi sono chiamati alle urne per eleggere il parlamento. Quest’ultimo voterà il primo ministro, incaricato di formare e guidare il nuovo governo. Le elezioni, inizialmente previste per settembre, sono state anticipate a seguito della revoca della fiducia da parte del parlamento nei confronti del governo di coalizione guidato dal cancelliere Olaf Scholz, leader del partito socialista SPD. A dicembre 2024, privato della maggioranza parlamentare necessaria per governare, il governo di Scholz è crollato.
La crisi di governo è stata innescata da diversi fattori, ma la recessione economica, alla quale l’esecutivo non è riuscito a far fronte, è il principale. Il PIL della Germania, a partire dal 2023, ha registrato una contrazione dello 0,3%. Sebbene negli anni successivi il valore non sia peggiorato ulteriormente, è rimasto comunque negativo.
La crescita economica è ostacolata da numerosi fattori, tra cui l’aumento dei prezzi, in particolare quello dell’energia, dovuto allo scoppio della guerra russo-ucraina e alla cessazione delle forniture di gas dalla Russia. Per rilanciare un’economia in crisi, sarebbe necessario aumentare la spesa pubblica, ma questa opzione è limitata dal freno al debito introdotto dal governo uscente: un emendamento costituzionale vieta un deficit strutturale superiore allo 0,35% del PIL.
A questi problemi economici si aggiungono altre fonti di instabilità: i numerosi attentati commessi da estremisti, sia di destra che islamici, che dall’inizio dell’anno ammontano già a tre, contribuiscono ad alimentare un clima di paura e incertezza. A questi episodi si aggiunge il grave attacco ai mercatini di Natale di Magdeburgo, avvenuto a dicembre del 2024, e altri due attentati nello stesso anno.
Il contesto politico, economico e sociale in cui si trova la Germania ha avuto un impatto significativo sui risultati delle recenti elezioni, nelle quali ha prevalso l’Unione Cristiano-Democratica (CDU-CSU). I partiti di centrodestra, di orientamento liberal-conservatore, hanno ottenuto il 28,5% dei voti. Il leader Friedrich Merz, assicurandosi di fatto la cancelleria, avrà quindi l’incarico di formare il prossimo governo. Tuttavia, non avendo raggiunto la maggioranza assoluta, l’unione CDU-CSU dovrà formare una coalizione per ottenere la maggioranza dei seggi in parlamento, obiettivo che intende perseguire senza coinvolgere il secondo partito più votato, ovvero Alternative für Deutschland.
Il partito di estrema destra AfD, guidato da Alice Weidel, ha ottenuto il 20,8% dei voti. Nonostante il buon risultato alle urne, probabilmente non parteciperà al governo, fermata dall’alleanza delle forze moderate.
I Socialdemocratici del cancelliere uscente Olaf Scholz sono scesi al 16,4%, il risultato più basso di sempre. Seguono i Verdi, anch’essi membri del governo uscente, con l’11,6% dei voti.
Durante la campagna elettorale, Merz ha dichiarato che non collaborerà con l’ultradestra dell’AfD di Alice Weidel. Pertanto, l’unica opzione sarà quella di formare una coalizione con i Socialdemocratici dando vita a una “Grande coalizione“.
Il 9 marzo si sono conclusi positivamente i colloqui esplorativi tra democristiani e socialdemocratici, i quali sono riusciti a trovare un accordo su questioni cruciali quali sicurezza interna, politica economica e spesa pubblica.
In questo modo il futuro Governo Merz si aggiudicherà 328 seggi parlamentari sui 630 totali. La maggioranza assoluta che si verrà a creare è poco al di sopra della soglia minima. Questo fattore inciderà profondamente sulle scelte dell’esecutivo in materia di riforme, nonché sulla sua stabilità e coesione.
Tuttavia, la revisione dei loro programmi elettorali, che porterà a definire il patto di coalizione, rischia di scontentare parte dell’elettorato.
Nel corso della storia parlamentare tedesca, dal 1949 a oggi, le occasioni in cui SPD e CDU/CSU hanno governato insieme sono state quattro: nel 1966, nel 2005, nel 2013 e nel 2017. Ognuna di queste occasioni ha portato gli elettori disillusi ad orientarsi verso partiti più radicali, sia a destra che a sinistra.
In merito a questo fenomeno è bene citare un altro episodio significativo della politica tedesca risalente a molto tempo prima. In seguito alle elezioni del 1930 una coalizione di ‘’larghe intese’’ formata dal Partito Socialdemocratico, dal Partito Cattolico e da altri partiti liberali si costituì per arginare l’ascesa del Partito Nazista di Adolf Hitler. Tuttavia, questa “Grande coalizione” crollò nel 1932 privata della maggioranza parlamentare. I risultati delle elezioni successive produssero conseguenze drammatiche che purtroppo tutti conosciamo.
La prima riunione del rinnovato parlamento tedesco, il Bundestag, si terrà il 25 marzo, fino ad allora solo una cosa è certa: la ”locomotiva” per andare avanti deve viaggiare su binari paralleli.

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
UnderPark Radio - Vieni a vedere la radio!
Commenti post (0)