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L’8 e il 9 giugno si vota per un referendum composto da cinque quesiti: quattro riguardano l’abolizione di alcune norme sul diritto del lavoro, uno propone di ridurre il tempo minimo di residenza per ottenere la cittadinanza italiana.
I primi tre quesiti referendari vertono sulla riforma del lavoro attuata dal governo Renzi nel 2014 denominata ‘’Jobs Act’’.
1.Primo quesito: contratto a tutele crescenti
Il Jobs Act restrinse le ipotesi di riassunzione del lavoratore in caso di licenziamento illegittimo. Al posto della reintegrazione, in molti casi, viene concesso un risarcimento economico che aumenta in base tempo in cui il dipendente ha lavorato presso l’azienda. In ogni caso, nelle aziende di grandi dimensioni, ovvero con più di 15 dipendenti, l’indennizzo non può superare i 36 mesi. La norma, andando a depotenziare le tutele a favore del lavoratore, è stata contestata sia a livello nazionale che europeo per la sua incostituzionalità.
2. Secondo quesito: indennità di licenziamento
Solo nelle piccole aziende con meno di 15 dipendenti il risarcimento economico in questione è pari a 1 mensilità per ogni anno di servizio e con un limite massimo di 6 mensilità.
3. Terzo quesito: causali dei contratti a tempo determinato
Grazie al Jobs Act, quando un datore di lavoro decide di assumere un dipendente a tempo determinato, non deve specificare la motivazione per la quale sta scegliendo questo tipo di contratto, a meno che la durata del rapporto di lavoro non superi i 12 mesi.
A cosa serve la causale?
Anche questo è uno strumento a tutela del lavoratore. Quando il datore assume un dipendente con contratto a tempo determinato, lo fa sulla base di alcune ragioni specificate dalla legge. Ad esempio: la sua azienda sta lavorando tanto in quel periodo? Assumerà per ‘’incremento temporaneo dell’attività lavorativa’’. Se questa causale non viene rispettata oppure è illegittima, il lavoratore può rivolgersi a un tribunale ed essere tutelato.
4. Quarto quesito: responsabilità degli infortuni sul lavoro
Nel 2024 sono stati denunciati 1090 morti sul lavoro, 589 mila infortuni e 73.922 patologie di origine professionale. Secondo una sentenza della cassazione penale, emanata nel 2019, in caso di subappalto, la responsabilità della violazione delle norme riguardanti la sicurezza sul lavoro, è imputabile esclusivamente al titolare dell’impresa subappaltatrice.
5. Quinto quesito: Dimezzamento dei tempi per richiedere la cittadinanza
La legge n°91 del 1992 innalzò il periodo di tempo minimo di residenza continuativa nel nostro paese per gli stranieri maggiorenni, affinché possano fare richiesta di cittadinanza da 5 a 10. Il quinto quesito propone di riportarlo a 5. L’eventuale accorciamento lascerebbe invariati i requisiti per ottenere la cittadinanza: conoscenza della lingua italiana, possesso negli ultimi anni di un impiego e un reddito stabile, assenza di precedenti penali, aver pagato le tasse e non rappresentare una minaccia per la sicurezza italiana.
Di questo referendum si è parlato poco: il dibattito pubblico è stato quasi inesistente, oscurato anche da esponenti del governo e dalla stessa RAI. A questo si aggiunge l’indifferenza di molti cittadini. Vanno riconosciuti i limiti dei quesiti referendari i quali, anche se approvati, non risolveranno i problemi strutturali del settore occupazionale. Nonostante ciò, i temi affrontati riguardano tutti gli italiani in prima persona, perciò nasce spontanea una domanda: che futuro può avere una società che si disinteressa totalmente del lavoro, e non si impegna a renderlo più stabile, giusto e sicuro?

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
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