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Damiano David, troppo prematuro

todayDicembre 19, 2024 94 20 4

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Damiano David, dopo aver pubblicato solamente due singoli, annuncia la sua tournée mondiale da solista.

Bastano due misere composizioni per un grande tour? Si.

La solita sempre eccessiva enfasi dalla stampa per un progetto, così poco originale, che sfiora addirittura la banalità, testi vuoti, voce forzata e troppo marcata che ricerca forzatamente un carattere, enfatizzata ancor più della pomposa carta straccia della stampa.

Ma da settembre 2025 cominceranno probabilmente i tutto esaurito, seppur la tiepida accoglienza del primo brano “Silverlines”, il secondo “Born With A Broken Heart” ha decisamente spopolato spianandogli la strada verso il successo tutto globale.

Si parla, ad ogni modo, di un pubblico fermo, piatto, commerciale.

I Maneskin, d’altro canto, saranno fermi, la loro aria sbarazzina e rockettara linearmente pop sembra esser stata dimenticata dal fantoccio uditorio, abbagliato, ora, dalla luce esclusiva del frontman che dichiara un cambio di prospettiva, una scoperta di un nuovo sé stesso.

Ah, quanta retorica!

L’ennesima intimissima comunicazione.

La stampa lo elogia: “Diverso per stile e atmosfera, versatilità musicale, si fa spazio tra il classico e l’odierno” Sciocchezze. Nuddu miscatu cu nnenti, frase più siciliana dei suoi baffi, attaccati lì, sul cartonato colorato dell’italian boy.

Trovo inconcepibile, e sgarbata, la possibilità (in questo caso non meritevole, a mio giudizio) di costruire un tour mondiale (aziendale) con soli due brani pubblicati alle spalle, uno spostamento di massa (pubblico gregge) ciecamente convinto del lavoro solista di Damiano che, anche commercialmente, non è detto che proponga un buon lavoro.

Non si parla né di gavetta, né di prassi, bensì di presentare, diffondere, mostrare o qualsivoglia, il proprio progetto, darlo in pasto al commento dell’uditorio e del mediatico come accade per ogni naturale (o a tavolino) artista, e successivamente accoglierlo con una concertistica.

Imporsi in questa maniera, con un tour così prematuro, ed avere un’ottima risposta di pubblico, sta a rappresentare che non è la musica di Damiano a vendere e viaggiare per il mondo, ma esclusivamente la sua figura, personaggio, o leggendaria macchietta.

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Scritto da: Archita Giuseppe Russo

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