Letteratura

Che noia

todayFebbraio 26, 2025 20 1

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Che noia: parte così questo trafiletto, con questo titolo.

Chi mi segue sa che mi occupo prevalentemente di editoria e letteratura, ed è proprio a ciò che mi riferisco: che noia. È da un po’ – almeno dal discorso introduttivo alla proclamazione dei finalisti del concorso 8 x 8 – che non si instaura un bel dibattito nell’ambiente indipendente. Certo è che si parla di editoria, tantissimo, di come il sistema editoriale non funzioni o di come funzioni, ma nel modo sbagliato; della quantità di libri stampati, come refuso metabolico di un grosso cancro economico ed ecologico; dell’editoria a pagamento.

Che noia, io dico, perché sì, parliamone, è giusto e sacrosanto che l’intellettuale stia nel suo presente – Dante era uomo del suo tempo era l’adagio della mia professoressa di lettere del liceo – ma sono discorsi che si sentono da almeno un paio di secoli. Non lo dico per dire: mi sono rifatto alle fonti. Sfogliando La fiera letteraria, una rivista del secolo scorso a sfondo culturale, il lettore non mancherà di trovare sensazionalismi sul Montale da Nobel, accompagnati da note scandalistiche e tragicomiche di matrice biografica (dice Montale che, la volta che lo andò a trovare Dylan Thomas, questi si era nascosto in un armadio e non voleva più uscirne). Si parlava già della feccia dell’autopubblicazione, dell’orrore dell’autopromozione, del mito dell’editor, dei lettori in calo e degli scrittori in crescita.

Una solfa sempre uguale, quasi una tradizione – in questo siamo immersi. Per ora sembra che non ci salveremo dall’essere sempre troppo vecchi, dall’essere sempre troppo avanguardisti o troppo conservatori.

Stacchiamoci dalla prospettiva autoriale, liberiamoci dall’idea di essere intoccabili e cominciamo a parlare di libri, non di chi li ha scritti – ho detto una banalità, lo so, ma sembra non essere così banale riuscire a farlo – ché lo scrittore, dopo aver pubblicato il libro, torna a esserne un lettore tanto quanto chiunque altro. Il libro non gli appartiene più. Da parte i letterati, si torni a parlare di letteratura.

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Scritto da: Fabrizio Pelli

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