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L’orgasmo “depresso” di Fettarappa conquista il REF

todayNovembre 1, 2024 168

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Non si fa più sesso. La sorda pigrizia sessuale di cui scrive Niccolò Fettarappa sarebbe la conseguenza più evidente del ritorno alla “normalità” dopo la pandemia. Che ci abbia abituati all’astinenza? Forse educati?

Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso è il testo finalista della Sezione Tondelli del Premio Riccione 2023, scritto dal giovane artista romano e letto dall’autore insieme a fior fior di interpreti (Sara Drago, Gianni Daddario e Lorenzo Guerrieri) per la rassegna di Romaeuropa Festival curata da Situazione drammatica. Il testo, tessuto di intriganti arguzie linguistiche e aspro di critica sociale, non pecca di originalità e immaginazione, portando alle estreme conseguenze le metafore portanti fin dall’inizio: un folto numero di orsi invade le città italiane, minacciando i siti UNESCO di un ritorno a un arcaico quanto sensuale anticapitalismo, per cercare riparo e promiscuità nelle abitazioni di anestetizzate coppie in crisi.

No, non si tratta di un testo fantascientifico e no, nessun orso è stato molestato o ha fatto il suo ingresso in scena, piuttosto l’orso vi “abita” allegoricamente, conducendoci in una battuta di caccia guidata dal giornalismo tendenzioso e i test clinici o parascientifici a tutti tristemente familiari dal tempo della pandemia, ma con un esito “romantico”, che rivela la profondità delle figure di senso più ardite che costellano il testo.

Il titolo accattivante che avrà spinto alcuni lettori (ancora in attesa di facili contenuti pruriginosi) ad avvicinarsi a questo articolo riguarderebbe solo una delle atroci conseguenze del lockdown, cui le ultimissime generazioni sembrerebbero ormai assuefatte, mentre persino gli ultimi nati del ‘900 si abbandonano a una sperticata laudatio temporis acti. Classe ’96, Fettarappa scrive del sesso e della sua mancanza con la maturità di chi ha lasciato alla pandemia i suoi anni migliori, vivendo il triste quanto tedioso passaggio dal “prima” al “dopo” di un italian way of life sempre più occidentale, al tramonto. Il n’y a pas d’amours heureux, scriveva Brassens, e Niccolò Fettarappa non potrebbe parafrasarlo meglio e più ironicamente.

Ma a quale orgasmo stiamo rinunciando? Più che a quello puramente sessuale, secondo l’autore, staremmo lasciando appassire una rosa infinita di appetiti, desideri, pulsioni più semplicemente vitali. L’orgasmo dell’esistenza ha lasciato il posto al “coito tristemente interrotto” di un corpo che ingabbiamo in routine disumane, cui offriamo palliativi di movimento affidandoci a discipline orientali e sedute di psicoterapia che potrebbero illuderci di avvicinarci al nostro io, finché il corpo, come un orso, non torna a chiederci il conto della sensibilità che abbiamo perso. Orgasmo – Prosa dispiaciuta sulla fine del sesso è un testo di cui si consiglia la lettura su grezzo supporto cartaceo, nudi, in compagnia di una vera metà affettiva con cui riderne tra un amplesso e l’altro, in attesa della sua messa in scena.

Autore

  • Non chiamatela “critic*” che si offende. Redattrice per testate di settore come Sipario e GufettoMag, conduce i programmi Blend e Rotopalco su UnderPark Radio, unendo una critica vintage e anacronistica e radiofonia.

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Scritto da: Serena Spanò

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