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Il team di UnderPark Radio ha partecipato al dietro le quinte del Primo Maggio: qui vi raccontiamo i momenti migliori e le nostre riflessioni
Ogni anno, il Concerto del Primo Maggio è una celebrazione di musica, diritti e di persone pronte a scatenarsi sulle note delle loro canzoni preferite. Come da tradizione, anche quest’anno migliaia di spettatori si sono riversate nella celebre Piazza di San Giovanni in Laterano, a Roma, per assistere al mega-evento promosso da CGIL, CISL e UIL e organizzato da ICompany.
Noi di UnderPark Radio, grazie all’ufficio stampa Parole&Dintorni, abbiamo vissuto il Concertone da una prospettiva diversa: ci siamo catapultati nel dietro le quinte, abbiamo avuto la possibilità di interagire con gli artisti e di scoprire qualcosa in più sulla loro musica. Ma soprattutto, abbiamo potuto osservare da vicino quell’universo frenetico e affascinante che cela dietro uno degli eventi più attesi dell’anno.
“Cosa dovrebbe cambiare nel mondo del lavoro discografico in Italia?” E’ una delle domande che abbiamo posto agli artisti che si sono fermati a dialogare con noi. E quale occasione migliore, se non la Festa dei Lavoratori, per riflettere sul tema? C’è chi, come Angelina Mango-vincitrice del Festival di Sanremo 2024- sceglie di prendersi una pausa dal mondo discografico e chi, invece, denuncia la precarietà della fama e le enormi pressioni a cui gli artisti sono sottoposti. Mondo Marcio, con l’onesta schiettezza che contraddistingue anche la sua musica , ci riferisce che:
“Il mondo discografico è fatto, soprattutto, da multinazionali. Le dinamiche che riguardano qualsiasi multinazionale –da chi vende bibite a chi vende musica- comunque sono sempre vittime di dinamiche economiche. Non c’è da demonizzare l’industria discografica, ma bisogna stare attenti e cercare di tutelarsi.”
Le componenti del gruppo rock Bambole di Pezza, invece, accendono i riflettori anche sulla questione del gender gap, ovvero la disuguaglianza salariale tra uomo e donna. Un tema che attraversa anche il loro ultimo disco Wanted.
“Il gender gap è ancora molto presente nella nostra società. Anche nel mondo della musica succede questa cosa, e la differenza di stipendio nelle aziende è ancora molto alta, come dimostrano i dati statistici.”
Molti artisti hanno approfittato della loro presenza sul palco del Concertone per lanciare forti messaggi forti, spesso scegliendo di lasciare a casa gli slogan preconfezionati e affidando alla musica-ancora una volta- il compito di comunicare ed emozionare. Leo Gassmann ha aperto l’evento sulle note di “Bella Ciao”, coinvolgendo la piazza in un momento corale di memoria e partecipazione. I Patagarri-che abbiamo avuto l’onore di incontrare prima dell’esibizione- hanno cantato “Palestina Libera” sulle note di Haga Nagila, canzone della tradizione ebraica: una scelta forte, divisiva, che sicuramente non ha lasciato indifferenti. Brunori Sas ha scelto di portare sul palco il brano “La Ghigliottina”, tratto dal suo ultimo album “L’Albero delle noci”: una critica feroce e tagliente alla mascolinità tossica.
“Ti vedo un po’ stanco, maschio etero bianco
Tra ricatti morali, colpe ancestrali, monete di scambio (…)
Perché ti sembra normale che non sia normale la diversità”


Mentre sul palco la musica infiammava il pubblico, dietro le quinte si respirava un’atmosfera carica di adrenalina, tra uffici stampa in fermento, organizzatori indaffarati e giornalisti sempre in movimento. In mezzo a questo fermento, spuntavano, qua e là, figure più rilassate, armate di smartphone e sedute ai pochi tavoli disponibili con aria quasi contemplativa. Molti di loro erano volti noti sul mondo dei social invitati all’evento, ma immersi in un Concertone vissuto da una prospettiva decisamente diversa. Qualcuno cercava di creare contenuti, ma erano in molti a sembrare distratti, scivolando accanto ai molti artisti appena scesi dal palco, con aria distratta. Chi scrive non vuole puntare il dito, ma piuttosto invitare ad una riflessione costruttiva. E’ possibile che anche manifestazioni celebri come il Primo Maggio inizino ad accogliere figure che, pur avendo una grande visibilità, faticano a connettersi con la manifestazione o mostrano una scarsa conoscenza del panorama musicale?
A voi la risposta.
Ad una settimana dell’evento, vogliamo invitare tutti voi lettori a riflettere su quelle persone che, lontano dai riflettori, rendono possibile un evento come quello del Primo maggio. Un intero esercito di operatori, addetti stampa, tecnici, giornalisti e naturalmente musici e cantanti che si muove sinergicamente per mettere in piedi uno spettacolo che sia indimenticabile per il pubblico. La Festa dei Lavoratori sia un’occasione per ricordare anche questo.
Cosa possiamo dire, per concludere? Il backstage è un mondo frenetico, ma è in quel caos che ci ama davvero la musica-e sì, noi siamo tra questi– trova il mare perfetto in cui navigare. Noi, sicuramente, saremo pronti a perderci di nuovo in quel vortice.
Scritto da: Arianna Gnasso
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