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Nei numeri della Musica

todayDicembre 21, 2024 60 138 2

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In un’epoca dominata dalle classifiche, in cui ogni aspetto della nostra vita sembra poter essere ridotto a un numero, anche la musica si è trasformata in un algoritmo. Viviamo immersi in un sistema che misura ogni cosa: dai brani più ascoltati, agli artisti che conquistano le prime posizioni, fino alle playlist che tracciano i nostri gusti e abitudini. L’ansia di identificarsi in un dato, di vedere il proprio nome o quello del proprio artista preferito in cima a una classifica, ha ridefinito il rapporto tra musica e ascoltatori. Non è più solo una questione di emozione o connessione, ma una rincorsa continua a numeri e riconoscimenti, spesso a discapito del valore autentico che la musica dovrebbe rappresentare.
La nostra redattrice Arianna Gnasso ci regala una profonda ed intensa riflessione su questo dato alquanto preoccupante, le cedo sapientemente la parola.

La piattaforma streaming Spotify ci consente, grazie ad un algoritmo perennemente in funzione tramite gli ascolti, di tenere ampiamente traccia dei brani di successo che si impongono sulla scena discografica italiana. Dalla classifica dei brani più ascoltati nel nostro paese alla lista dei cantanti che, invece, dominano il panorama musicale mondiale, è sicuramente innegabile che Spotify ci permette di avere costantemente sottomano le evoluzioni dell’industria discografica. Se nel passato il successo di un artista era influenzato dalla frequenza in radio e dalla vendita dei dischi, oggi la battaglia del panorama discografico si combatte a suon di clic.

I criteri per l’assegnazione del  Disco d’Oro, Disco di Platino e Disco di Diamante non si basano più esclusivamente sui dati d’acquisto dei CD, ma sugli ascolti ottenuti sulle piattaforme streaming. Per un artista dei nostri tempi, acquisire uno dei Dischi è diventato molto più facile: molti dei brani in concorso a Sanremo guadagnano un disco di platino nel giro di poche settimane dall’esibizione e, durante l’estate, vi è una grande corsa  tra gli artisti per produrre il tormentone perfetto che domini le classifiche. Ci troviamo di fronte ad un mercato discografico che rincorre la hit, eccessivamente saturo di Dischi di Platino da assegnare in giro, ossessionato dalle cifre.

E gli artisti? Annaspano per farsi ascoltare e per imporsi sul tanto temuto algoritmo, alla ricerca del brano perfetto che possa condurli, anche solo per un breve momento, sotto le luci della ribalta. La musica, tuttavia, non dovrebbe possedere una forza che va oltre il logico calcolo di numeri? Ci troviamo in disaccordo con Claudio Baglioni che, nell’iconica “Strada Facendo”  cantava: “E una canzone neanche questa potrà mai cambiar la vita”.

In una canzone puoi accoccolarti, puoi rintracciare una voce che esprime esattamente le emozioni che stai provando, puoi trovare la forza e la carica per affrontare i momenti difficili. Non condanniamo in toto i tormentoni: anche la leggerezza che ci trasmettono plasma la nostra esperienza come ascoltatori, e anche in una semplice hit possiamo ritrovare tematiche vicine al nostro vissuto. Tuttavia, i numerosi artisti che si contendono le classifiche ogni anno, incorrono nel rischio di conquistare le orecchie del pubblico, ma non il loro affetto. Puoi dire di essere un cantante di successo se una tua unica canzone ha scalato le classifiche, ma i tuoi concerti sono quasi privi di persone? O se in un live il pubblico canta esclusivamente il brano più celebre, ignorando totalmente tutto il resto della produzione discografica?

PS: (ri-Pensare il Successo): un commento di un fan che scrive “la tua canzone mi ha salvato la vita”, forse, vale più di tre Dischi d’oro.

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Scritto da: Arianna Gnasso

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