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Ian Curtis, giovane adulto

todayAprile 10, 2025 24 4 5

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Accade, specialmente nel mondo artistico, di divinizzare ed innalzare smisuratamente alcune figure, perdendo quel contatto reale con la persona, non riuscendo ad immaginarla semplicemente come passante sul marciapiede.

Diffidare dagli idoli.

La leggenda, la storia, la canonicità, nascondono i piccoli 23 anni di Ian Curtis, primamente un giovanissimo ragazzo di Macclesfield e solo secondariamente icona.

Il punk insospettabile. Cantante e paroliere dei Joy Division, le sue espressioni e i suoi testi stregarono il mondo, ma rimaneva sempre schivo davanti ai microfoni giornalistici, sviava gli interrogativi sui suoi scritti: “Non scrivo di argomenti particolari, scrivo a un livello inconscio, i testi delle mie canzoni sono a libera interpretazione di ciascuno e possono avere più significati, quindi la loro importanza è soggettiva. “

In molti tentano di addossare una collettività ai testi di Curtis collegandosi ai malesseri ed alle condizioni problematiche dei giovani, quindi depressione, droga, horror vacui delle persone fragili.

Più probabilmente un semplice ragazzo, brillante a scuola, appassionato di letteratura, di Dostoevskij, Kafka, Gogol e Proust, appassionato di musica, di Iggy Pop, Jim Morrison, Lou Reed, e David Bowie, proprio dal pezzo Warszawa del Duca Bianco, prende ispirazione il primo nome del gruppo Warsaw, successivamente modificato in Joy Division.

Ian Curtis entrò nel gruppo nel 1977 ventunenne, quando era già sposato da due anni, quando già soffriva di epilessia, quando già lavorava.

Lavorava presso il centro dell’impiego di Macclesfield, svolgendo le mansioni di aiuto al collocamento di utenti con disabilità. Da quest’ultima esperienza trasse ispirazione per scrivere She’s Lost Control, da una giovane donna che aveva conosciuto attraverso il suo impiego che smise di frequentare i suoi appuntamenti presso il centro. Inizialmente, Curtis pensò che avesse trovato lavoro, ma in seguito scoprì che la ragazza era deceduta a causa di un forte attacco epilettico.

Un giovane adulto che aveva scelto un gruppo rock per poter riprendere l’adolescenza e fare a meno di ogni responsabilità, una straordinaria abilità di scrittura introspettiva che nelle liriche, infatti, fa trasparire una maturità non comune per la sua giovane età.

“Ho aspettato che una guida venisse a prendermi per mano, possono queste sensazioni farmi sentire i piaceri di un uomo normale?”.

“Madre, ho provato, credimi, sto facendo il meglio che posso, mi vergogno di ciò che ho passato, mi vergogno della persona che sono”

“Ho lo spirito, ho perso la sensibilità”

La grammatica musicale di Ian Curtis, i contenuti cromatici, la bolla emozionale, titoli ermetici, a volte di una sola parola, che riassumono ben più complessi stati d’animo, c’è molta letteratura e molta condizione umana. L’uso intelligente delle parole, la capacità di enfatizzare con il minimalismo di un solo aggettivo o sostantivo, la grammatica minuta ed asciutta, sono peculiarità che pochissime band hanno saputo adoperare nel mondo della musica.

A 23 anni si toglie la vita, da padre, da marito, da traditore, da ammalato, da poeta, da frontman di un gruppo oramai mondiale. Addensate in lui tante sfaccettature, tanti vissuti, tante responsabilità.

Un’esistenza, seppur breve, profonda, intensa, forse troppo viva per un semplice giovane ragazzo.

Un caotico disordine interiore, un grande clamore musicale, Ian Curtis se ne andò in silenzio.

 

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Autore

Scritto da: Archita Giuseppe Russo

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