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La serie tv ”Adolescence” mostra la realtà devastante dei giovani di oggi tra alienazione e fragilità psicologica.
‘’Mi sono chiesta spesso perché non mi sia accorta prima di quello che stava succedendo a Christiane (…) semplicemente non volevo rendermi conto. Il mio amico, con il quale vivo da quando mi sono separata da mio marito, aveva avuto già da prima dei sospetti. Ma io gli dicevo sempre ‘’Cosa ti stai mettendo in testa! E’ solo una bambina”. L’errore più grande è forse quello di volersi convincere che i propri figli non sono così. Quando Christiane cominciò ad isolarsi (…) avrei dovuto insistere a chiedere “Perché”.
Così parlava la madre di Christiane F., protagonista del celebre libro “Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino”, pubblicato nel 1978. Quest’opera, al suo tempo, scosse profondamente l’opinione pubblica, portando alla luce la realtà cruda e dolorosa di un’adolescenza vissuta ai margini della società, immersa in un contesto di degrado e solitudine.
A distanza di anni, l’eco di “Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino” ancora non ha smesso di risuonare. La miniserie “Adolescence” segue la traiettoria, cercando di far aprire gli occhi sulla fragilità psicologica dei giovani e sulle devastanti conseguenze che un ambiente sociale malsano produce. La serie ha avuto un impatto straordinario, tanto da classificarsi immediatamente al primo posto nella top 10 delle serie TV più viste in Italia sulla piattaforma Netflix.
Composta da soli 4 episodi girati in un unico piano sequenza, “Adolescence” ci permette di vivere in prima persona la realtà del protagonista, Jamie, trascinandoci nel suo vortice emotivo.
Alienazione sociale e ricerca di identità
Presto, veniamo a conoscenza delle difficoltà di Jamie nell’integrarsi con i suoi coetanei: l’alienazione sociale diventa il motore di dinamiche distruttive.
L’accesso precoce e nocivo a internet aggrava questa problematica. I giovani, sempre più a contatto con contenuti che riguardano la sfera sessuale, assimilano un modello distorto di interazione con il sesso femminile, basato su una visione di esso riduttiva e oggettivante.
La sua frustrazione, causata dall’incapacità di essere accettato, non si traduce nella ricerca di affetto, come sarebbe normale a quell’età, ma viene esternalizzato attraverso il desiderio di soddisfare bisogni sessuali, che gli permetterebbero di essere meritevole di stima da parte dei suoi coetanei maschi.
È normale che i ragazzi in fase preadolescenziale e adolescenziale non abbiano ancora un’identità definita che consenta loro di instaurare relazioni stabili. Tuttavia, l’accesso incontrollato a internet influenza pesantemente questo viaggio alla scoperta di sé. E non si tratta solo dei giovani: anche adulti con limitate capacità critiche possono essere influenzati da una miriade di teorie dannose, che offrono spiegazioni pseudo-scientifiche al ‘’Celibato Involontario’’ alimentando un odio ingiustificato nei confronti delle donne. Questi discorsi, seppur infondati, vengono accolti come verità assolute da soggetti vulnerabili e confusi.
Il contesto familiare instabile
Un altro tema centrale della serie è il contesto familiare. Molti genitori credono che i propri figli siano al sicuro semplicemente stando chiusi nelle loro stanze. Ma navigare su internet è come trovarsi in una piazza affollata, dove chiunque, anche una persona con intenzioni losche, può avvicinarsi e interagire con loro.
La differenza tra Jamie e Christiane F. sta nel fatto che mentre la giovane correva rischi socializzando fuori casa, Jamie li corre allo stesso modo stando seduto alla sua scrivania.
La ricerca di un’identità definita, elemento cruciale nell’adolescenza, è anche influenzata dal contesto familiare. Il padre di Jamie, infatti, tenta di imporre un modello di mascolinità rigido e inadeguato, nel quale il ragazzo non si riconosce. Questo lo porta a sentirsi mortificato, spesso senza che il padre ne sia pienamente consapevole. La figura paterna, che alterna fasi di tranquillità a esplosioni di rabbia, agisce come una fonte di confusione emotiva, creando un ambiente instabile che amplifica la frustrazione di Jamie.
Assenza di sostegno
Di fronte a queste problematiche il sistema, sociale, familiare e scolastico, è totalmente incapace di offrire ascolto, comprensione e soluzioni.
La mancanza di un sistema di supporto efficace è, purtroppo, una costante che accomuna storie come quella di Christiane F. e di Jamie, che ancora oggi meritano la nostra attenzione.
Come sottolineato dal pastore dell’oratorio evangelico Haus der Mitte nel libro ‘’Noi, i ragazzi dello zoo di berlino’’
“I gruppi più deboli della società, i bambini, i giovani, gli anziani, sono quelli che con minori mediazioni vengono consegnati alla distruttività delle condizioni di vita.”

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
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