Cinema

A Real Pain, l’arte della leggerezza

todayMarzo 4, 2025 52 66 5

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“Jesse Eisenberg e Kieran Culkin si sfidano in un film dolceamaro sublimemente sottile, che si muove tra ironia e malinconia, tra un tour dell’Olocausto e un viaggio nelle profondità dell’animo umano.”

– The Guardian

 

Jesse Eisenberg torna dietro la macchina da presa con A Real Pain, una pellicola che unisce il road movie al dramma esistenziale, intrecciando due percorsi complementari: quello fisico, lungo le strade della Polonia, e quello interiore, tra memoria, lutto e identità. Presentato in anteprima al Sundance Film Festival 2024 e uscito nelle sale italiane il 27 febbraio 2025, il film vede Eisenberg anche nei panni di David, affiancato da un Kieran Culkin in stato di grazia, premiato con l’Oscar come miglior attore non protagonista.

La storia segue David e Benji, cugini americani di origine ebraica, che viaggiano per riscoprire le radici della loro famiglia, segnata dal trauma dell’Olocausto. Ma se in apparenza il viaggio è un tributo alla memoria, ben presto diventa un percorso più profondo, in cui i due si trovano costretti a confrontarsi con i propri dolori irrisolti. Eisenberg ci racconta questa storia muovendosi con grazia tra registri differenti: la commedia pungente e il dramma, l’ironia e la malinconia, costruendo un film che, come sottolinea il Guardian, è capace di far riflettere e sorridere allo stesso tempo.

La forza del film sta proprio qui: A Real Pain ci ricorda quanto sia preziosa l’arte della leggerezza. C’è una lezione, che il cinema ha saputo insegnarci più volte, da Chaplin a Benigni: la leggerezza non è superficialità, ma uno sguardo profondo sulla realtà, un modo di raccontare il dolore senza farne una gabbia.

Viviamo in un’epoca in cui riflettere sorridendo è quasi un reato, in cui la leggerezza viene spesso fraintesa, sottovalutata, quando in realtà è uno degli strumenti più potenti per capire il mondo e noi stessi.

“A Real Pain” ci riconnette con questa verità, ci riporta alla possibilità di un cinema che emoziona e fa pensare senza mai appesantire, restituendoci, alla fine, uno sguardo più consapevole su noi stessi e sul nostro modo di affrontare il dolore.

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Scritto da: Michele Piramide

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