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Immaginate di essere un ragazzo, nel pieno della giovinezza, nella città artisticamente più viva del mondo da più di duemila anni: Roma. Il vostro sogno è lavorare nel campo dell’arte, essere un attore, un regista o un pittore… Ma comunque non avete certezze, il futuro è qualcosa di fumoso e difficile da afferrare.
Io ed Isabella abbiamo scelto di riflettere proprio su queste tematiche. Per fare ciò abbiamo dialogato con due artisti che hanno accettato di rispondere ai nostri microfoni, per sottolineare le difficoltà che affrontano i giovani nel campo dell’arte. Vi proponiamo dunque due brevi interviste, a Moreno Panni, attore, e Gianmarco Fella, artista visivo.

fotografia di Moreno Panni
Ciao Moreno, quanto è difficile lavorare in ambito teatrale?
Abbastanza, il difficile sta soprattutto nel crearsi un buon seguito, specialmente facendo l’attore. Ciò richiede un impegno non indifferente, ma se si riesce a variare nelle tematiche e a puntare sulla qualità si può fare. Purtroppo può essere un lavoro per “privilegiati”, perché chi si deve mantenere non riesce a dedicarcisi al massimo, quando invece è un mestiere in cui ci si deve donare al cento per cento. Per molto tempo magari non ripaga, ma a lungo andare dà grande soddisfazione perché riuscire a mettere sé stessi in un progetto simile è qualcosa di impagabile.
E riguardo il futuro sei più ottimista o pessimista?
Confrontandomi anche con i miei colleghi e i ragazzi con cui studio o lavoro, sicuramente mi sento ottimista, per vari motivi, sia perché questo lavoro ripaga sul lungo termine, sia perché è gratificante in molti aspetti… e poi quando scegli l’arte parti già svantaggiato, è necessario un po’ di ottimismo.
In che modo le persone vicino a te hanno influenzato le tue scelte?
Mio padre ha provato ad insistere nel consigliarmi una carriera più sicura come l’insegnamento, ma con il tempo, vedendo anche i risultati e le soddisfazioni che ho ottenuto, questa situazione è scemata. Più che altro io ho iniziato come attore, ma diverse persone mi hanno fatto notare ripetutamente che ho più talento nella regia. Quando riesci ad ottenere dei risultati concreti le persone che non hanno fiducia in te poi si ricredono.
Quanto pensi sia necessario scendere a compromessi e quali sono delle situazioni che non riesci a sopportare?
Scendi sempre a compromessi, specialmente se non hai soldi. Per esigenze di scenografia, organizzazione, attori, non puoi fare quello che hai in mente fino a che non hai il tuo capitale, è abitudine. Nelle occasioni in cui sono stato regista – e questo già è più difficile – le persone devono seguire le mie linee guida. Capita di trovare dei compromessi anche a livello artistico, per esempio sulla realizzazione di una scena, ma sempre per dare il meglio.
Sei soddisfatto delle tue scelte oppure con il senno di poi cambieresti qualcosa?
Sono soddisfattissimo, come dicevo prima, se certi traguardi non li avessi raggiunti con le mie idee, non sarebbero così belli. Se dovessi pensare a qualche scelta presa per ottenere più consenso, ti direi comunque di no, non la farei, perché a modo suo questa strada mi ha ripagato e mi sta ripagando moltissimo.

Gianmarco Fella, autoritratto a pastello morbido e gessetti, foglio pastelmat, 34.5 x 47
Ciao Gianmarco, come è iniziato il tuo percorso artistico?
Ho sempre amato l’arte in qualsiasi genere, ma mi sono formato soprattutto nell’arte realistica e iperrealistica, in particolare nell’utilizzo di matita e carboncino in bianco e nero, genere che eseguo da quando avevo diciotto anni. Un po’ per hobby e un po’ per necessità, per racimolare i primi risparmi, cominciai a dedicarmi al disegno e pubblicizzare i miei lavori sui vari social. Caricavo anche dei video su YouTube, i cosiddetti work in progress, e poi altro materiale su varie pagine apposite come DeviantArt, Fine Art of America, Artfinder, Saatchi Art, ArtStation, TalentArt, Etsy e Behance. Ho partecipato a tredici esposizioni collettive in diverse gallerie d’arte a Roma, due in Abruzzo a Tagliacozzo al Palazzo Ducale, e ho avuto una mostra solista di maschere veneziane nel giugno 2021, a Roma, ispirata all’opera di Shakespeare Sogno di una notte di mezza estate.
Quali sono stati i momenti più importanti della tua carriera?
Nel 2014 la rivista di arte Times of Youth scrisse un articolo su di me, in inglese – ho origini britanniche, precisamente di Newcastle. Ricordo un’intervista per Radio Roma Capitale nel gennaio 2018, trasmessa anche su Sky, poi sono apparso su Rete Oro TV tramite la galleria La Pigna nel 2023. Nell’agosto del 2023 il mio quadro della regina Nefertiti è stato storicizzato e catalogato dal noto critico d’arte italiano Gianfranco Pugliese. Mi sono classificato al primo posto ad un evento a Genova nel 2018, esponendo un ritratto della Pietà vaticana. Poi sicuramente la soddisfazione più grande è arrivata l’anno scorso, con i ritratti di Morgan Freeman e Bryan Craston, che si sono classificati in terza posizione ai World Art American Awards 2024. La notizia è apparsa anche su Medium, e in occasione di questo evento sono stato anche invitato a Los Angeles per la premiazione.

Gianmarco Fella, ritratto della regina Nefertiti, matita e carboncino su foglio liscio, 100 x 70

Gianmarco Fella, ritratto di Morgan Freeman, matita e carboncino su foglio liscio, 50 x 70
Di cosa ti occupi ultimamente?
Mi è sempre piaciuta anche la scultura, ma adesso mi sto dedicando a dei corsi di arte online sia in italiano che in inglese, per chi vuole imparare a disegnare o semplicemente migliorarsi. Sono seguito soprattutto in Germania, Francia, Italia, Olanda, Messico, Grecia, negli Stati Uniti e nel Regno Unito. Recentemente mi sto dedicando anche al settore della moda, con alcune creazioni originali, come giacche personalizzate.
Quanto è difficile vivere di arte in Italia e quali consigli dai ai giovani che si affacciano a questo mondo?
In Italia è molto difficile vivere di arte figurativa, per tanti fattori. Un po’ perché l’arte viene snobbata, le persone non sanno che può essere un vero e proprio investimento comprare le opere di un artista catalogato, storicizzato e ovviamente presente nelle banche dati, che ha più probabilità di essere ingaggiato dai collezionisti. Poi chiaramente le difficoltà economiche degli italiani sono aumentate, purtroppo, e pochi possono permettersi di acquistare delle opere d’arte.
Per quanto riguarda i giovani, capita che gli artisti cercano di entrare in contatto con determinate gallerie, le quali chiedono molti soldi per le esposizioni; non sempre si trovano ambienti sani e tanti ragazzi vengono illusi. Per cui, come può iniziare a muoversi un artista oggigiorno? Innanzitutto deve pianificare le spese, quindi valutare il budget a disposizione, nel caso voglia acquistare materiali costosi o meno, partecipare alle mostre o entrare nei cataloghi di arte, come per esempio il noto catalogo Mondadori. Un’ottima cosa da fare è chiedere ai clienti di pagare almeno un piccolo deposito anticipato sul lavoro commissionato, per permettere al creativo di coprire alcune spese. Ci vuole pazienza, dedizione e passione per inseguire questo sogno, ed io invito tutti i ragazzi che sono in ascolto a non mollare, non siete soli.
Scritto da: Giuseppe Graziani
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