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Nel corso della storia, molte autrici hanno scelto di adottare degli pseudonimi maschili, a causa dei pregiudizi e delle limitazioni imposte dalle convenzioni sociali.
Le scrittrici infatti venivano considerate inferiori rispetto alla controparte maschile.
Tra queste autrici possiamo citare Jane Austen, celebre per il romanzo Orgoglio e Pregiudizio, che inizialmente si firmava in anonimo con lo pseudonimo “A Lady”.

scena del ballo con Keira knightley e Matthew Macfadyen nel film Orgoglio e Pregiudizio di Joe Wright, 2005
Mary Ann Evans invece aveva scelto di chiamarsi George Eliot; alcune delle sue opere più celebri sono Middlemarch e Silas Marner.
Con il suo pseudonimo, la Evans ha potuto sfidare le convenzioni ed esplorare temi complessi come l’amore, la religione e la politica, ottenendo un grande successo letterario. Secondariamente troviamo un’altra autrice amatissima, ovvero Charlotte Brontë: il suo bellissimo romanzo Jane Eyre viene pubblicato con lo pseudonimo Currer Bell. Sua sorella Emily invece, autrice di Cime Tempestose, si firmava Ellis Bell, e l’ultima sorella, Anne, aveva scelto Acton Bell come pseudonimo.

Jane Eyre e Mr Rochester interpretati da Mia Wasikowska e Michael Fassbender nel film Jane Eyre di Cary Fukunaga, 2011
Infine Louisa May Alcott, famosa per il suo romanzo Piccole donne, diede alla luce anche altre opere con lo pseudonimo A. M. Barnard. In particolare, scriveva storie di mistero e romanzi gotici sotto questo nome, poiché il mercato editoriale dell’epoca vedeva scrittrici come più adatte ai romanzi di formazione o storie sentimentali.

Oggigiorno, fortunatamente, l’editoria accoglie senza distinzioni sia autori sia autrici, l’opera non è legata al sesso biologico dell’artista. D’altronde, una pietanza può risultare ben riuscita oppure cucinata male indipendentemente dal fatto che lo chef sia uomo o donna; platonicamente, la Bellezza ha un’esistenza oggettiva e immutabile al di fuori del tempo e dello spazio.
Così assistiamo a dei veri e propri successi planetari anche per le scrittrici, come nel caso di J. K. Rowling, autrice di Harry Potter, che non utilizza lo pseudonimo per nascondere la sua identità, ma probabilmente per una scelta artistica.

Daniel Radcliffe interpreta Harry Potter nella serie dei film
Tra le scrittrici più amate di sempre c’è anche la regina del giallo Agatha Christie; allontanandoci geograficamente dalle isole britanniche, ci rivolgiamo al Sudamerica e troviamo Isabel Allende, e il suo libro ”La casa degli spiriti”, in cui vengono narrati gli avvenimenti politici del Cile di Pinochet. In Italia invece tra le scrittrici più amate citiamo Oriana Fallaci, autrice di ”Un uomo”, in cui è raccontata la storia d’amore con Alekos Panagulis, condannato a morte nel 1968 nella Grecia dei colonnelli per l’attentato a Georgios Papadopulos, capo del regime.

Fallaci e Panagulis fotografati insieme
Nel campo della poesia poi Alda Merini diventa un simbolo del Novecento, affermava “Non sono bella, sono soltanto erotica”, ribadendo la libertà e l’autenticità femminile. Sembra di udire l’eco di Saffo, anticamente: “Ancora una volta mi scuote Eros che scioglie le membra, / dolceamara invincibile fiera” (frammento 130 Voigt).

Alda Merini fotografata a Milano sui Navigli
Sono tante anche le realtà contemporanee che tentano di raccontare il mondo femminile in campo editoriale, come i festival Inquiete e Flush, dedicati principalmente alle giovani autrici emergenti. Chiunque sia interessato ad approfondire queste tematiche può senz’altro consultare i siti web e restare sempre aggiornato sui programmi. Sicuramente le scrittrici hanno fatto passi da gigante negli ultimi due secoli, vincendo i pregiudizi, le discriminazioni e l’odio, che vanno sempre condannati nei confronti di qualsiasi essere umano, indipendentemente se sia uomo o donna.
Ha pubblicato "Imparare a vivere" per Homo Scrivens nel 2023, e "La voce di Euridice" per Progetto Cultura Edizioni nel 2024, recentemente proposto al Premio Strega Poesia 2025. Nel 2019 si classifica seconda al Premio Nazionale Giacomo Leopardi, in occasione del bicentenario dalla stesura dell'Infinito. È membro del Centro Culturale Leopardi di Recanati. I suoi testi sono apparsi in Italia e all'estero su giornali, blog e riviste come La Repubblica di Napoli, Bresciaoggi, Almapoesia, Anteprima Poetica, Morel, Neobar, Radura Poetica, Autores (Spagna) Periodico Giron (Cuba), nelle antologie della Vagabond Press e The Los Angeles Press (USA). Ha collaborato con il Mexican Cultural Institute di Los Angeles e partecipato a programmi radio su Radio Roma Capitale, Radio Cantù, Radio Grad, KPFK Pacifica Radio etc..., e festival nazionali e internazionali, come Culver City Book Festival, Elba Poetry Festival, Ariel Lerici Pea Giovani, Argini, Poetry Village, La poesia è giovane e tosta. Ha partecipato in giuria ai concorsi Versi d'Aprile e L'Alloro di Dante. Conduce una rassegna di presentazioni di libri presso la libreria Mangiaparole di Roma.
Scritto da: Isabella Esposito
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