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“Io sono come le bestie, sento il tempo che viene e questo è il mio tempo.”
Con queste parole prende forma “M. Il figlio del Secolo”, la serie targata Sky tratta dall’omonimo bestseller di Antonio Scurati, vincitore del Premio Strega 2019. La narrazione si muove lungo gli anni decisivi dell’ascesa di Benito Mussolini, dal 1919 al 1925, ma non si limita a raccontare la Storia: si immerge nel mito, lo smonta, lo riassembla offrendoci un’immagine dell’uomo dietro il potere.
Cosa ci aspettavamo?
Che Mussolini sarebbe stato un superuomo? Che il mito avrebbe resistito anche sul piccolo schermo? Che, forse, la narrazione avrebbe tentato di riconsegnarcelo intatto, affascinante, inattaccabile? La serie, diretta da Joe Wright e interpretata magistralmente da Luca Marinelli, si prende il compito opposto: restituisce un Mussolini reale, umano, fragile, spogliandolo di ogni seduzione ideologica.
Un uomo preda della sua stessa fame di potere, disposto a sfruttare con cinismo le fragilità altrui. Un uomo che si aggira, inquieto e furente, in un’Italia sfiancata dalla Grande Guerra, in cui ogni gesto, ogni parola, ogni strategia politica viene piegata al dispotismo di un’ambizione personale.
Eppure, in questa epoca, parlare di Mussolini è un atto carico di tensione. La premier Giorgia Meloni, interrogata sulla serie, ha dichiarato che non la vedrà, che questo Mussolini non la affascina. Parole che riecheggiano in un tempo in cui certi toni e certe ombre sembrano riaffiorare, e in cui anche discutere pubblicamente di fascismo appare un atto delicato, a tratti pericoloso. Antonio Scurati, autore del libro da cui la serie è tratta, è stato di fatto censurato dalla Rai. Parlare di Mussolini, oggi, non è solo un esercizio storico: è un atto politico, e forse, per questo, è indispensabile.
“M.” è fondamentale perché rifiuta di lasciare Mussolini nel mito. Ce lo restituisce per ciò che era: un uomo che si muoveva a colpi di propaganda e di opportunismo, che non temeva di calpestare chiunque pur di salire al potere. Un uomo che usava la retorica per nascondere le sue insicurezze e il potere per soffocare le sue paure. Un padre incerto di uomini che sanno muoversi solo nella violenza e nel terrore.
Marinelli magistralmente abbatte la quarta parete e ci porta nella psiche del futuro despota : volubile ed arrogante, arguto ed opportunista. Mussolini è un eccezionale animale politico e poco altro, e la domanda ci sorge spontanea:
Tu, che bestia sei e in quale tempo vivi?
Scritto da: Michele Piramide
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