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8 gennaio 2025 Cecilia Sala è libera.
L’annuncio della liberazione con una nota di Palazzo Chigi, la premier Giorgia Meloni ha informato personalmente la famiglia della reporter 29enne, detenuta dal 19 dicembre scorso nel carcere di Evin, a Teheran, per “violazione delle leggi della Repubblica islamica”.
Sembra la fine di un incubo, quello dalla giornalista italiana imprigionata per avere semplicemente svolto il suo lavoro ed avere tentato di parlare liberamente della repressione del regime iraniano eppure la realtà è incredibilmente più complessa e lineare.
12 Gennaio 2025 Mohammad Abedini è libero
Esmaeil Baqaei, portavoce del Ministero degli Affari Esteri, ha annunciato il rilascio di Mohammad Abedini Najafabadi, cittadino iraniano detenuto in Italia, e il suo ritorno in patria.
L’uomo era stato fermato il 16 Dicembre dalle forze di polizia italiane in seguito alla richiesta diretta degli U.S.A. che lo ritenevano responsabile di un attentato in Giordania, ieri il Ministro Nordio ne richiede l’immediata liberazione in quanto non “sussiste il reato“.
Il 13 Gennaio ci chiediamo a cosa abbiamo assistito?
Quanto sono differenti nelle loro accuse Stati Uniti ed Iran? Quando le vite dei civili sono diventate delle pedine di una partita a scacchi internazionale?
Non è facile argomentare senza cadere nel qualunquismo del più scadente intrigo alla 007, ma questa redazione sente la necessità di porsi delle domande, finché il dubbio e l’incertezza ci saranno consentiti.
Lo Stato di Diritto fondato sulle parole a tutela delle donne e degli uomini sembra vacillare sotto le nostre convinzioni, le parole incise con forza nella nostra Costituzione si scontrano con la realtà che viviamo. Un’accusa in una lingua diversa, che veicola paure diverse, che crede in libertà diverse fa tremare il nostro Stato di Diritto Universale; cosa sono gli esseri umani difronte al Verbo che si fa Legge, che si fa Violenza, che diviene Giustizia Univoca.
Abbiamo lo sguardo distratto, mentre le mani invisibili muovono la nostra esistenza; non è facile definirsi figli del pensiero democratico, oppressi tra forme di Regime estremo e radicalizzato e la più potente nazione del mondo, portatrice di pace sotto forma di esplosioni atomiche.
Il passato ci insegna che non esiste la parola Giusto quando si è in guerra, e il dubbio ci assale : siamo sicuri di non essere in un conflitto mondiale?
Scritto da: Michele Piramide
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