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Nel 1992 usciva nelle sale ‘’Parenti serpenti’’ diretto da Mario Monicelli. Si tratta di una pellicola spensierata ma allo stesso tempo cupa, che riesce a combinare perfettamente il tragico con il comico. Il film si svolge durante le feste natalizie, dove quattro fratelli con le loro rispettive famiglie si riuniscono a casa dei genitori. L’atmosfera è apparentemente conviviale, ma dietro le maschere si celano ipocrisie e tradimenti. Tutto cambia quando i genitori, ormai anziani, decidono di non essere più in grado di badare a sé stessi e perciò chiedono di passare gli ultimi anni della loro vita a casa di uno dei figli. Naturalmente prevedono una ricompensa per chi si assumerà questa responsabilità, ovvero metà della pensione e la casa di proprietà. Nessuno dei fratelli vuole prendersi l’incarico, per questo motivo scoppia una violenta lite che degenera, sfociando sempre più nel grottesco.
Riguardandolo a più di 30 anni di distanza viene da chiedersi: come sarebbe ‘’Parenti serpenti’’ se fosse ambientato nel 2024?
Probabilmente oggi i familiari litigherebbero perché ognuno vorrebbe con sé i genitori, considerando i benefici che ne trarrebbero. I dati raccolti dall’Istat dimostrano che a partire dal 2020 il trend dei prezzi delle case è in costante crescita. Sapendo che oggi un metro di abitazione in Italia costa in media 1.856$, la prospettiva di una casa di proprietà è allettante.
Inoltre, nel 2024 il tasso di occupazione si attesta al 62% , tuttavia bisogna considerare che il 13% di essi sono lavoratori precari. Questo significa che la metà della popolazione italiana, che ha l’età e le capacità fisiche per lavorare, è disoccupata oppure non ha un lavoro stabile. Perciò, statisticamente, un italiano su due sarebbe contento di ricevere un’entrata mensile sicura, ovvero la pensione dei genitori.
Un’altra cosa che colpisce è il fatto che tutti gli adulti siano in grado di godere di un periodo di ferie che va ininterrottamente dal 24 dicembre al 1 gennaio. Al giorno d’oggi sono sempre di più i lavoratori che, pur non svolgendo dei servizi essenziali, sono tenuti a lavorare durante i giorni festivi. Se il giorno di Natale ci facessimo un giro per il centro di Roma ad esempio, noteremo che tutti i negozi rimangono aperti come un qualsiasi altro giorno. Quindi occorre immaginare l’adunata familiare della pellicola molto più scarna.
Fanno sorridere, inoltre, i regali che vengono scambiati dai personaggi del film: si tratta di doni semplici e utili. Oggi, al contrario, i condizionamenti culturali e sociali dai quali siamo costantemente influenzati ci spingono a comprare regali sempre più costosi ma privi di significato, che probabilmente non verranno mai utilizzati. Ormai il senso del Natale sembra essere quello di consumare in modo eccessivo, non a caso dicembre è il mese dell’anno in cui si inquina di più.
Tuttavia bisogna considerare anche le differenze sociali, al di là di quelle economiche. Forse da quel punto di vista qualche progresso l’abbiamo fatto: è probabile che oggi Mauro non si sarebbe sentito così a disagio ad ammettere apertamente la sua omosessualità, almeno ai fratelli. La bambina Monica, invece, non sarebbe stata costantemente umiliata dalla madre per il suo peso ogni singola volta che mangiava più del dovuto.
Che dire invece dell’accezione religiosa della festa, che ormai è stata completamente strappata via. Chi scrive si domanda: quanti di voi il 24 dicembre mezzanotte, dopo una quantità indefinita di cibo e alcool, si mettono sciarpa e cappotto per uscire al freddo e andare in chiesa a celebrare la messa di Natale, proprio come fa la famiglia del film? Anche se i fedeli sono sempre di meno, qualcuno ci sarà sicuramente. Ma anche in quel caso, perché scomodarsi quando si può guardare la diretta dalla basilica di San Pietro comodamente dalla televisione?
Insomma, in 30 anni la nostra società è cambiata radicalmente e insieme ad essa il modo di celebrare il Natale. Oggi sembra quasi che l’unica tradizione superstite sia quella di usare i pezzetti di buccia del mandarino per coprire le caselle della tombola.
Nonostante questo bisogna sempre ricordarsi di apprezzare i momenti trascorsi, volenti o nolenti, con i propri familiari dato che questi rappresentano l’autentico significato della festa, che per il momento non è ancora stato svuotato.

Studentessa al primo anno di magistrale in ''Relazioni internazionali e sicurezza globale'' presso La Sapienza. Appassionata di spettacolo, letteratura, politica e attualità.
Scritto da: Lavinia Sabelli
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