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Politically Correct, come definito dalla Treccani, è un orientamento ideologico che promuove un rispetto assoluto verso tutte le categorie sociali, eliminando ogni forma di offesa, pregiudizio o discriminazione.
La lingua si piega alla necessità di eliminare le differenze culturali e sociali, ma ci chiediamo: questa spinta morale, seppur mossa da buone intenzioni, ha creato forse un sistema di autotutela che non fa altro che soffocare la nostra libertà?
Nel 2024, in un mondo che, fortunatamente, ha fatto dell’inclusività un principio fondante, il “politicamente corretto” è diventato un dogma, quasi una prigione dorata.
E allora, ci si trova a pagare il dazio, anzi come direbbe Massimo Troisi “due fiorini”, per ogni parola, per ogni pensiero, per ogni frase che tenti di svincolarsi da questa norma in un mondo in cui la forma d’espressione a volte conta anche più del contenuto.
Un’epoca che si professa progressista, eppure relega la libertà d’espressione a un angolo di paura. La satira, un tempo feroce, è oggi il terreno minato di una censura sottile che paralizza le parole. E la nostra società liquida in questo gioco di ombre, finisce per auto-imprigionarsi.
Quando Carlo Conti si ritira dalla discussione su temi come la guerra e l’immigrazione, preferendo chiudersi (a Sanremo) nel cortile sicuro della famiglia, non è solo un segno di regressione culturale, ma un passo indietro per evitare di esporsi e non turbare la nostra artefatta opinione pubblica. La libertà, così, si limita a una piccola nicchia sicura, e a tante piccole nicchie sicure che si scontrano tra loro, in cui il conformismo diventa l’anticonformismo e l’anticonformismo diventa il conformismo.
Quando è diventato così difficile confrontarsi?
Questo timore di non essere adeguati ha tinto le differenze di paura ; paura di essere messi nell’angolo, di sentirci soli anche nelle forme più evolute, in un’epoca che non è più del confronto, ma di pacificazione forzata, di silenzi obbligati, di pensieri marchiati e posti al margine sotto il timbro sicuro del politically correct.
La vera libertà: quella di osare, di sfidare il sistema, di abbattere l’ordine prestabilito, di autosacrificarci sull’altare dell’opinione pubblica, sono nell’oblio e il bello è che non ce ne rendiamo nemmeno conto.
Scritto da: Michele Piramide
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