Editoriale

Musk e il nuovo ordine tecnologico

todayNovembre 25, 2024 54 5

Sfondo
share close

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha confermato una promessa fatta in campagna elettorale nominando l’uomo più ricco del mondo, Elon Musk, a capo di un nuovo dipartimento per l’efficienza governativa.

La nomina dell’imprenditore, dirigente di aziende che operano nel campo dell’aeronautica spaziale, delle neurotecnologie e dell’intelligenza artificiale, contribuisce a saldare il rapporto tra tecnologia e sicurezza statale. In una società che ha fatto della tecnologia il suo Dio, l’umanità rischia di perdere il diritto più prezioso: il diritto di sbagliare e la possibilità di non essere perfetti.

Una delle definizione di libertà, secondo Treccani, è “la facoltà di operare in modo autonomo”. Ma in un mondo sempre più dominato dal progresso tecnologico questa autonomia appare compromessa. Gli algoritmi che monitorano, prevedono e, in molti casi, decidono, rappresentano un’arma a doppio taglio: possono proteggere, ma anche sorvegliare.

Elon Musk stesso, che ha più volte avvertito dei pericoli dell’IA, ora siede al centro nella cabina di regia del nuovo “ Truman Show” che potrebbe portare alla centralizzazione del potere in pochi clic.

Sembra di vivere l’alba distopica di 1984, una realtà orwelliana  si plasma sotto i nostri occhi, alzando muri di “odio” contro quello che non rispetta la nostra autodeterminata normalità. Gli Stati Uniti, attraverso Neuralink, SpaceX e Tesla, diventano il laboratorio perfetto per un nuovo ordine tecnologico.

Il fascismo dolce della tecnologia potrebbe dire Pasolini.

E allora la sicurezza dei nostri privilegi, come la salute pubblica di pochi anni fa, sembra poter giustificare tutto: dalle restrizioni alla privacy alla normalizzazione della sorveglianza.

Undermag si chiede: è questa la direzione in cui vogliamo andare? Musk incarna il paradosso del nostro tempo, l’alienazione tecnologica come ultimo baluardo del sentirsi finiti, il nostro ultimo passo verso l’eternità potrebbe essere il primo verso il baratro.

Forse, come scriveva Pasolini, la risposta non è neanche più nelle domande che ci poniamo, ma in quelle che non osiamo più fare.

Autore

Scritto da: Michele Piramide

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *