Editoriale

L’apocalisse del linguaggio

todayOttobre 21, 2024 90 5

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Chi parla male, pensa male e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!

Nanni Moretti – Palombella rossa 1989

Le parole sono certamente la chiave di volta evolutiva che ha posto, suo malgrado, l’essere umano all’apice della piramide Animale del Pianeta, le parole sono le vere fiamme rubate da Prometeo.

Dobbiamo ricordarci della potenza che è nella struttura stessa delle Parole –  sono il nostro sguardo al Noumeno e la prova della nostra forma reale, sono il contratto che stipuliamo col tempo per vincerlo.

Riconsegnare al linguaggio la sua dignità e riconoscere alla Torre di Babele la forza di esprimere le diversità dei popoli dovrebbe essere lo sforzo ultimo del genere umano e nel ritrovarne la natura identitaria calarsi in una consapevole modernità.

Ma nel tempo ci siamo smarriti.

Così “Olocausto”  dal greco olokautosis cede la sua natura eucaristica secolare sotto i colpi della paura nei primi decenni del 900; diviene sinonimo di terrore e repressione e nel nome di quel dolore si incide nel solco della Storia.

Storia che volge lo sguardo altrove quando nel 1948 la parola المنزل  ( Casa in Arabo) cambia radicalmente la sua essenza per il popolo Palestinese e nel segno di  צדקה ( Giustizia in Ebraico) nasce Israele sulle macerie delle dimore palestinesi. Le parole vengono nascoste sotto la sabbia e il sangue , come lo era stato ad Auschwitz. Le abbiamo occultate per decenni passando dalla Nuclear Peace degli Stati Uniti alle Repubbliche delle Banane fino alla Memoria del Fuoco di Galeano,  svuotandole, riempendole di elio per guardare il cielo colorato e dimenticarci delle latitudini che abbiamo disegnato “senza speranza” sul mappamondo.

Troppo a lungo le abbiamo soffocate, fagocitate e vomitate nel mondo senza rispettarne il potere naturale; stiamo stritolando da secoli le nostre cellule primordiali, le stiamo accartocciando sotto i nostri castelli di carta. Ma le parole hanno memoria, basta fermarci un attimo ad ascoltarle e nei nostri corpi rotti ritrovare l’esplosione della Creazione.

Le parole sono importanti. Noi siamo le nostre parole, dobbiamo solo ricordarcelo prima di affacciarci dalla nostra finestra e trovare solo rovine.

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Scritto da: Michele Piramide

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