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play_arrowJust Music Flusso d'incoscienza
“Umm” è il nuovo lavoro musicale di Ylia ed Eva Geist, nato dalla loro ricerca e residenza romana, un progetto in co-produzione con l’Istituto Cervantes di Roma presentato al Roma Europa Festival 2024.
Evidente è il rapporto profondo d’intesa amicale tra le due musiciste, una sinergia forte e presente sul palco accompagna la composizione stilistico-musicale che ha avuto terreno fertile anche nella commistione dei loro diversi percorsi artistici. Ylia, di derivazione ispanica, si è districata nella scena breakbeat spagnola tra ritmi sincopati rimembranti i colpi battenti africani; mentre Eva Geist, nostra penisolana, ha vissuto nel classico musicale tra pianoforte e cantato per confluire nel sound design.
Non può che coronarsi un’unione che fa del particolare il centro, una musica che forma nello spettatore una concentrazione magnetica adagiata nel tappeto musicale elettronico del duo.
Ylia, nerovestita, statuaria, precisa nel tessere la ragnatela dei suoi suoni, a volte taglienti, a volte drammatici, a volte cullanti, seguente il proprio individuale flusso di perdizione tra ambienti armonici e ritmanti. In lei una fermezza, una sicurezza quasi militare nel toccare il suono, solamente di rado lasciava scoperta la sua fuga, il suo cammino armonico dell’intimo.
Eva Geist leggiadra, commovente, docile nel passare dal dolce e perfetto cantato alla fredda (non in questo caso) macchina elettronica utilizzata con avvedutezza; una personalità tutta immersa nel mediterraneo che non prova fatica nell’inserire altri strumenti nel combustibile digitale; non tribale il suo colpire il tondo tamburo ma quasi sacrale, calliopea nei vocalizzi, principesco l’avvalersi di strumenti ritmici.
I loro mondi si fondono in una musica d’ambiente, sperimentale, ricercata. Il Teatro 4 ha uno sguardo fisso, inebriato, coinvolto. Estroso è il disegno luci che segue i movimenti musicali; candele ed incensi adagiati sulle postazioni delle artiste a significare uno stato meditativo nel quale lo spettatore entra da subito senza alcun impedimento.
È difficile appropriarsi della musica elettronica, così sfumata alle volte rischia di sfociare nel vario relativismo degli ascoltatori, ma non è questo il caso. Eva Geist ed Ylia hanno mantenuto una forma vivida e concreta pur calcando la sperimentazione e la ricerca, vene portanti delle tonalità meccaniche. Son passati il coraggio e la consapevolezza del lavoro, un progetto che, inserito nel mondo macchina, conserva tuttavia l’umano, espresso nella presenza scenica, nelle dinamiche musicali, nelle prospettive e nel fondo profondo delle artiste.
Scritto da: Archita Giuseppe Russo
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