Musica

Profili d’autore : Anna Oxa

todayMaggio 15, 2025 51

Sfondo
share close

Una ragazza sedicenne si alza dal letto verso le nove del mattino e va a consumare una colazione fuori, ma non è domenica e non andrà con le sue amiche.
Tavolini bianchi, arcate, un dolce via vai di persone.
Ad aspettarla Ivano Fossati e Guido Guglielminetti.
Siamo nel 1978 a Sanremo, in scena all’Ariston il Festival, ed Anna Oxa, sedicenne, si mostrerà per la prima volta al grande pubblico con il brano Un’emozione da poco, il suo primo grande successo, uno dei 45 giri di musica italiana più venduti di quell’anno che diventerà un classico ripreso spesso in futuro; si ricorda, difatti, con piacere l’interpretazione dello Zingaro Marinelli in Lo chiamavano Jeeg Robot che ha dato nuova linfa al brano e nuove orecchie per Oxa.
La cantante pugliese si classificò al secondo posto dietro i Matia Bazar con E dirsi ciao ed un gradino sopra il terzo Rino Gaetano con Gianna.

Ivan Cattaneo inventò per Anna Oxa, proprio per il suo debutto in società, un look androgino in cui capi, tradizionalmente associati all’abbigliamento da uomo, quali una camicia azzurra, una cravatta a pois e un gilet smanicato, incontravano il trucco e le acconciature glam-rock, un approccio avant-garde, libero e trasgressivo che caratterizzerà la personalità della cantante per tutta la sua carriera. Un vestiario androgino catalizzante d’attenzione ma anche fonte di dibattito sul fenomeno sociale che l’Italia di fine anni ’70 viveva rispetto alle nuove generazioni.

Nelle retrovie, a questo punto, Ivano Fossati con la scrittura del testo, e Guglielminetti con la composizione della musica del brano.

Dico retrovie perché impattante fu la scelta di presentare, una sedicenne, con un fare punk devoto all’abbattimento dei tabù legati alle differenze di genere, un poco a richiamare la Rita Pavone di qualche anno prima, che vestita da Gian Burrasca cantava Viva la pappa col pomodoro.

Il talento della barese nell’interpretare la sua canzone unito alla sua estetica, un binomio diabolico che entrò nell’immaginario di tutti.

La spocchia istintiva di una ragazza sedicenne ignara ancora della forma e della sostanza, un bicchiere pieno di vene e verità. Una ragazza sedicenne che, vestita punk, parla a tutti di amore secondo una riflessione interiore profonda e seria: “dimmi che senso ha dare amore ad un uomo senza pietà”. L’uomo in questione è uno “che non ha mai perduto”, uno di quelli che non deve chiedere e che vive le emozioni tutte d’un pezzo. Lei, invece, vive l’amore con assolutismo perdendo di vista anche la realtà stessa delle cose e non distinguendo più “la netta differenza tra il più cieco amore e la più stupida pazienza”.

Anna Oxa da quel Sanremo divenne Anna Oxa, una diva dell’immagine, una diva della musica italiana, divenne ciò che era già alla sua giovane età.

Senza indugi e timori si presentò sul palco con la sua espressione con il suo interpretare, col suo essere tagliente. Nulla di più immobile di una freccia in volo.

Oggi, una ragazza sedicenne si alza dal letto verso le nove del mattino e va a consumare una colazione fuori, ma di domenica e con le sue amiche, sicuramente non sarà a Sanremo.

 

 

Autore

Scritto da: Archita Giuseppe Russo

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *