Letteratura

Lettera alla Musica

todayMaggio 3, 2025 47

Sfondo
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La redazione di UnderMag esprime una riflessione appassionata contro la perdita di autenticità della musica e la sua mercificazione.   

Cara Musica,
ti scrivo perché mi manchi, nella tua sincerità, nella tua vera essenza, libera e
incorruttibile. Voglio guardarti indossare la tua veste di fuoco, dissetarmi alle tue
labbra come a un fiume lucente, dove dorme placidamente la luna piena. Oggi ti
accarezzo la fronte, ti sciolgo i capelli, per prendermi cura di te.

Eravamo così noi due, stretti nel vento dell’estate, nei tramonti oscuri sopra la quiete
del mare, percorrevo la strada dei tuoi occhi invisibili, in ogni riva azzurra, in ogni
viale. Ed eri dolce, struggente, come quei baci che si danno avvinghiati alle porte
della notte, contro il mistero del giorno, assaporando la tenebra. Mi chiedo perché
hai perduto la tua identità. Un tempo eri strumento di denuncia, voce di popoli, rifugio
dell’anima inquieta, rappresentando intere generazioni. Eri un atto creativo, una
ricerca artistica continua.

Ora invece sei stata ridotta a un prodotto di consumo rapido, solo per attrarre il pubblico ed ottenere notorietà. La Moda, sorella della Morte, ti ha imprigionata, e così sei stata incatenata dagli ascolti e dalle classifiche, sottomessa alle leggi del mercato. Ormai sei sempre accostata ai tormentoni, alle
hit, ai dischi più venduti. In un mondo che corre, urla e non ascolta, anche tu hai
dimenticato il silenzio necessario per riflettere e creare.

Eppure, in questo scenario di mediocrità, io ti chiedo di resistere e lottare per ricostruire ciò che è stato perduto. Vorrei che tornassi a parlare alle coscienze, oltre l’appiattimento delle emozioni e
della sensibilità, oltre la mancanza di educazione musicale, soprattutto tra i giovani,
nelle scuole, dove i ragazzi hanno bisogno di essere guidati, istruiti alla cultura.
Osservo sui social dei fenomeni che diventano virali, che vengono esaltati pur
essendo privi di messaggi da veicolare, di contenuti da condividere.

Tu che sai danzare con le ombre dei crepuscoli e suonare gli arpeggi delle maree,
ricorda che φαίνομαι (faínomai) vuol dire solo apparire, che per essere artisti bisogna cercare
l’Altrove. Cosa significhi ancora provare emozione, solo tu puoi dirlo.

Perciò, ti prego, stringimi a te, abbraccia tutti coloro che hanno difficoltà ad
emergere, nonostante posseggano talento e capacità. Prendi per mano tutti i
musicisti che si scontrano con degli ostacoli quotidianamente, con la precarietà del
lavoro e la mancanza di tutela.

Tu portali in alto, a inseguire i loro sogni per sempre.

Autori

Scritto da: Lavinia Sabelli

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