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play_arrowJust Music Flusso d'incoscienza
Lapalissiano affermare ormai che le nostre vite siano totalmente esposte alla mediatica.
Nel grande mondo della comunicazione, noi piccoli esseri, fatichiamo non poco ad affermare un nostro spirito critico, siam troppo, troppo bersagliati e quindi condizionati dalla grande opinione, dalla chiacchiera.
Si parla infatti di post-verità, di post-mediatica, mistificazioni fatte realtà: la massa è oggigiorno subordinata e condizionata dalla messaggistica.
Ora, parlando di musica, l’attenzione mediatica influenza la riscoperta di un artista?
Ovvia la risposta, sì.
Il fascinoso revival, le cicliche ondate modaiole, l’intensa spinta comunicativa, possono affermare abbastanza facilmente un artista nel gran calderone degli artistoidi, soprattutto se passato, il nostalgico piace sempre.
Il pubblico, nell’ottica dell’industria culturale, diviene semplice e cieco consumatore di cultura, le cosiddette opere d’arte diventano invece prodotti. Insomma, nulla che non sappiamo già da Benjamin e Debord, lapalissiano dunque.
Provo sconforto a veder nuovamente i Cccp in concerto, il Lindo Ferretti espropriato dalle sue montagne tosco emiliane tutte spirituali, per una falsa riappropriazione del gruppo causata da Agnelli, dai Maneskin e da quella maledetta cover di Xfactor: Amandoti. Ma il titolo vero è questa volta accompagnato, nei video Youtube, dalla parentesi (amami ancora), a rappresentare l’ignorante e cialtrona non conoscenza del brano e quindi il suo riacquisto modaiolo.
Una conoscenza dettata dalla mediatica è superficiale, ingenua, sbruffona, in pochi avranno recuperato ciò che di geniale hanno proposto i Cccp all’epoca, in molti invece faranno di loro il gruppo dell’alternatività, del nostalgico andare di traverso. Un punk marionetta.
Altresì suscita ribrezzo la réunion degli Oasis che, dopo 15 anni di attesa, dopo l’ultimo concerto risalente al 2009, si tuffano nel tour mondiale senza nemmeno uno straccio di album nuovo, e ciò non è dovuto, come malamente afferma Claudio Todesco di Rolling Stone, perché non li si è mai visti prima, perché non li si è capiti all’epoca e adesso invece sì, bensì il pubblico va a vederli perché è materia principale oggi la ripresa degli anni 90, l’impatto dell’idolo Oasis tra dispute tra fratelli e con i Blur, perché Wonderwall è ripresa nostalgica e nazional-popolare di quegli anni, di quella generazione odierna che non trova riscontro, per suo gusto, nell’indie rock di oggi e quindi ricade, condizionata, nella propaganda british.
Ultimo esempio Sixto Rodriguez, conosciuto ai più per il film documentario, premio Oscar, Searching for Sugar Man, prima del 2012 nessuno sapeva chi fosse tuttavia successivamente spuntano per miracolo i concerti, ricominciò ad esibirsi e i suoi due primi album furono ripubblicati.
Ahimè, le persone vengono strumentalizzate e si lasciano convincere da narrazioni che appaiono verosimili e, soprattutto, convincenti, ma che si rivelano a volte vuote e prive di significazione.
Il mondo, tutta una grande sfilata, la comunicazione e lo svilupparsi di mode, assenza di giudizio critico, nessuna affermazione alcuna della propria maniera, della propria sensibilità.
Abbraccio, non poco, chi ancora coraggiosamente porta avanti la propria idea senza appiattirsi.
Scritto da: Archita Giuseppe Russo
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