Musica

Caro Carlo: riflessioni su Sanremo 2025

todayDicembre 14, 2024 84 95 3

Sfondo
share close

Caro Carlo,

come sarà Sanremo 2025? Probabilmente ce lo stiamo domandando tutti. E probabilmente se lo starà domandando anche Lei.  Assumere le redini della direzione artistica del Festival dopo l’enorme successo di Amadeus non deve essere un compito semplice, ma Lei sembra non lasciarsi intimidire dalla pesante eredità del suo predecessore. Le sue intenzioni sembrano molto chiare. Per citare le Sue parole: “Non ci saranno  grandi temi come la guerra, ma un micromondo fatto di famiglie e rapporti personali, molto intimo e umano”.

Ma davvero?

Ma davvero la censura preventiva le è parso il modo migliore per evitare l’insorgere delle polemiche? Sono in molti a considerare la musica come un semplice strumento di divertimento e di svago, dimenticando però la forza propositiva di un’arte capace di toccare il cuore di migliaia di persone. Forse Lei non ha familiarità con Woodstock, con i versi provocatori cantati dalla potente voce di Mic Jagger, con il cantautorato impegnato di Fabrizio De Andrè, Francesco Guccini o Ivan Della Mea, e forse nemmeno con la storia del Festival che ora si accinge a condurre per la quarta volta.

Il palco dell’Ariston è sempre stato veicolo di messaggi di contenuti sociali, spesso attirando numerose critiche. Pensiamo a brani come Signor Tenente di Giorgio Faletti che, nel 1994, divise le rappresentanze politiche del tempo, o La Terra dei Cachi di Elio e le Storie Tese che, nel 1996, conquistò il secondo posto evidenziando con pungente ironia i grandi problemi del nostro paese, o la più recente Casa mia di Ghali.

Gli ospiti invitati, soprattutto negli ultimi anni, hanno spesso approfittato della notorietà del momento per promuovere messaggi sociali anche se spesso edulcorati o affrontati banalmente per non  turbare il grande pubblico.

Tuttavia, escludere drasticamente la dimensione politica ci appare come una scelta molto anacronista nel mondo attuale. Sono sempre di più i ragazzi che si interessano ai grandi dibattiti attuali, i volti noti dello show business si espongono spesso su questioni spinose tramite i social e, quando non lo fanno, sono spesso i loro stessi seguaci a sollecitarli ad esprimersi.

La verità, è che anche la neutralità quasi-forzata è una scelta politica. In un momento in cui i dibattiti attuali si fanno all’ordine del giorno, il ritorno marcatamente imposto a canzoni maggiormente intime, senza nulla togliere al loro enorme valore artistico, ci sembra un grandissimo passo indietro.

Magari la sua edizione ci regalerà i brani sentimentali più intensi del decennio. Magari si rivelerà un flop. Magari qualche cantante ne approfitterà e sfiderà le sue direttive. Non possiamo saperlo.

Quello che sicuramente sappiamo, caro Carlo, è che il Festival del Mulino Bianco, nel 2025, decisamente non ce lo meritavano.

Cordiali saluti e Buon Sanremo.

Autore

Scritto da: Arianna Gnasso

Rate it

Commenti post (0)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati con *