Ascoltatori:
Ascoltatori di punta:
play_arrowJust Music Flusso d'incoscienza

Cantautore : Artigiano della canzone, poeta e fenomeno di massa
La definizione di cantautore è relativamente semplice: “Colui che canta le proprie canzoni”. Ma se è vero che molti credono di poter essere definiti cantautori solo perché cantano le proprie canzoni, è anche vero che questo termine fa riferimento a una dimensione diversa, quella dell’artista, capace di suggerire emozioni e stati d’animo.
Non bisogna allontanarsi troppo dalla definizione di Treccani per indagare nella “poetica del cantautorato” e trovarci di fronte a dei testi che hanno una profonda dignità letteraria anche se immaginati senza un fondo musicale.
Gli stessi cantautori hanno indagato e ricercato nel mondo letterario per portare in musica dei testi che erano già delle poesie di profondo impatto; “Non al denaro, non all’amore né al cielo” è il quinto album di Fabrizio De André pubblicato nel 1971 contenente nove testi per la stesura dei quali il cantautore si è ispirato ad alcune delle poesie contenute nell’opera “Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters.
Un rinnovarsi nei versi del poeta statunitense che sublima la stesura poetica del cantautore genovese e consegna all’umanità uno specchio sociale in cui, se solo volessimo fermarci, troveremo molte nostre immagini riflesse.
Bob Dylan dal suo canto rappresenta la consacrazione del genere cantautorale a genere letterario con il suggello del premio Nobel per la Letteratura nel 2016 ; creando a nostro avviso nel “menestrello di Duluth” una sincrasi emotiva che lo ha portato prima a rifiutare ed in seguito accettare in gran segreto il premio, nella consapevolezza, forse non del tutto manifestata, dell’avere in qualche modo rinchiuso il suo percorso nella creazione di una nuova dimensione delle letteratura.
Un giorno dopo l’altro
Il tempo se ne va
Le strade sempre uguali
Le stesse caseUn giorno dopo l’altro
E tutto è come prima
Un passo dopo l’altro
La stessa vitaE gli occhi intorno cercano
Quell’avvenire che avevano sognato
Ma i sogni sono ancora sogni
E l’avvenire è ormai quasi passatoUn giorno dopo l’altro
La vita se ne va
Domani sarà un giorno uguale a ieriLa nave ha già lasciato il porto
E dalla riva sembra un punto lontano
Qualcuno anche questa sera
Torna deluso a casa piano pianoUn giorno dopo l’altro
La vita se ne va
E la speranza ormai è un’abitudine
Luigi Tenco ha trascinato sulla sua pelle la crisi del pensiero occidentale, le sue parole sono un ferita che non smette di sanguinare nella costante abitudine al dolore del quotidiano. Le parole sono un viatico, la musica le suggella e scava nella dimensione popolare del cantautorato un traccia di luce tra le ombre e il grigio da cui siamo assuefatti.
La domanda che ci poniamo quasi spontanea è : quanto a lungo la fioca luce della poesia troverà spazio nella musica leggera contemporanea ?
Il cantautorato è un genere letterario ma forse parafrasando il rifiuto di Bob Dylan questa nuova coscienza ne sancisce la lenta ed inesorabile fine.
Scritto da: Michele Piramide
UnderPark Radio - Vieni a vedere la radio!
Commenti post (0)